Case popolari in via Pertini presto sedici nuovi alloggi
di Francesco Pirisi
La Regione finanzia il progetto esecutivo dei lavori con un milione e 300mila euro Verrà recuperato il primo piano dei pilotis ancora aperti del rione Funtana Buddia
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NUORO. Nelle case popolari di via Pertini, a Funtana Buddia, saranno realizzati 16 nuovi alloggi. C’è già il progetto esecutivo. L’intervento costerà 1 milione e 300mila euro, assegnati dall’assessorato dei Lavori pubblici della Regione. Non si tratterà di una nuova costruzione, ma piuttosto dell’utilizzo del primo piano dei pilotis, rimasti “aperti” per dare sicurezza a tutto il complesso di alloggi costruiti nel principio degli anni ’90, contro eventuali problemi idrogeologici. Barriera che tuttavia non sarà cancellata, ma affidata al piano terra, per il quale è previsto il “tombamento”. L’imminenza dell’intervento è stata confermata dall’assessore comunale dei Lavori pubblici Antonio Belloi: «Abbiamo pubblicato una manifestazione di interesse alla quale hanno risposto 150 imprese. Tra queste ne sono state sorteggiate 15, che ora dovranno presentare l’offerta per l’esecuzione dei lavori». Non si può dare invece ancora la notizia sullo sblocco del piano di via Torres, nel quartiere di Pred ‘e Istrada, che va avanti da un decennio senza che nulla di concreto sia accaduto. Dovevano essere costruiti 60 alloggi, 44 dei quali con i fondi del governo e 16 con la copertura di un finanziamento della Regione che risale ai primi anni Duemila, periodo quand’ancora erano in vita i vecchi istituti Iacp. Alloggi che dovevano prendere il posto di quelli esistenti, ormai vetusti e da demolire.
Con la novità di edifici a due o tre alloggi, in sostituzione delle palazzine a più piani. Il Comune, con l’assessore Belloi, spiega che «l’impresa pretendeva che si radessero al suolo gli stabili prima di iniziare la costruzione dei nuovi. L’ente aveva invece chiesto un’edificazione per stralci, in maniera da garantire comunque un’abitazione nel momento dei lavori. Credo che alla base dell’irrigidimento da parte dell’appaltatore ci fosse la volontà di svincolarsi da un appalto non ritenuto più conveniente». Il blocco totale è stato tuttavia allentato. Presto si dovrebbe andare a un nuovo appalto, sempre con la logica della gradualità, affinché i primi inquilini sistemati nelle prime nuove case possano lasciare l’alloggio, da demolire, ricostruire e assegnare in rapida successione.
Dal vecchio al nuovo complesso spunterà anche qualche abitazione in più rispetto al passato. Servirà per dare altre risposte alla richiesta di una casa, cresciuta negli ultimi anni con l’aumento dei casi di povertà. Nel momento del cambio dall’amministrazione di centro-sinistra, guidata da Bianchi, all’esecutivo Soddu, la lista era di 300 richieste. A fronte un’amministrazione priva di strumenti finanziari e soluzioni concrete per intervenire. Tanto che il precedente assessore, Raimondo Deiara, chiese alla Regione di definire un nuovo piano-casa in grado di dare risposte in linea con le esigenze. Allora si tentò di attivare le leve della rivisitazione della graduatoria, per fare uscire chi nel frattempo aveva perso i requisiti per un alloggio comunale e fare posto alle necessità dei casi più spinosi. Problemi attuali e che si ripropongono. L’assessore Belloi li ha fatti presenti al ministero delle Infrastrutture, appena insediato, durante un incontro col vice ministro Riccardo Nencini. Roma per il momento ha risposto con lo sblocco del Pru, il Piano di riqualificazione urbanistica, per il complesso di monte Gurtei. Quattro milioni che non aumentano i posti, ma daranno un maggior decoro alle abitazioni.
Con la novità di edifici a due o tre alloggi, in sostituzione delle palazzine a più piani. Il Comune, con l’assessore Belloi, spiega che «l’impresa pretendeva che si radessero al suolo gli stabili prima di iniziare la costruzione dei nuovi. L’ente aveva invece chiesto un’edificazione per stralci, in maniera da garantire comunque un’abitazione nel momento dei lavori. Credo che alla base dell’irrigidimento da parte dell’appaltatore ci fosse la volontà di svincolarsi da un appalto non ritenuto più conveniente». Il blocco totale è stato tuttavia allentato. Presto si dovrebbe andare a un nuovo appalto, sempre con la logica della gradualità, affinché i primi inquilini sistemati nelle prime nuove case possano lasciare l’alloggio, da demolire, ricostruire e assegnare in rapida successione.
Dal vecchio al nuovo complesso spunterà anche qualche abitazione in più rispetto al passato. Servirà per dare altre risposte alla richiesta di una casa, cresciuta negli ultimi anni con l’aumento dei casi di povertà. Nel momento del cambio dall’amministrazione di centro-sinistra, guidata da Bianchi, all’esecutivo Soddu, la lista era di 300 richieste. A fronte un’amministrazione priva di strumenti finanziari e soluzioni concrete per intervenire. Tanto che il precedente assessore, Raimondo Deiara, chiese alla Regione di definire un nuovo piano-casa in grado di dare risposte in linea con le esigenze. Allora si tentò di attivare le leve della rivisitazione della graduatoria, per fare uscire chi nel frattempo aveva perso i requisiti per un alloggio comunale e fare posto alle necessità dei casi più spinosi. Problemi attuali e che si ripropongono. L’assessore Belloi li ha fatti presenti al ministero delle Infrastrutture, appena insediato, durante un incontro col vice ministro Riccardo Nencini. Roma per il momento ha risposto con lo sblocco del Pru, il Piano di riqualificazione urbanistica, per il complesso di monte Gurtei. Quattro milioni che non aumentano i posti, ma daranno un maggior decoro alle abitazioni.
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