Camera di commercio maggioranza spaccata
di Giusy Ferreli
Il Consiglio deciderà oggi sull’annullamento delle elezioni della giunta camerale Gli oppositori: «Cinque consiglieri che sostengono il presidente ci danno ragione»
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. La decisione, preceduta da polemiche e contrasti, era nell’aria ma verrà ufficializzata quest’oggi. La Camera di commercio di Nuoro potrebbe fare retromarcia sulle elezioni della Giunta camerale. L’ordine del giorno del consiglio, che si riunisce questo pomeriggio alle 15 su richiesta di cinque consiglieri di maggioranza, è stato integrato dal presidente Agostino Cicalò con due punti che secondo i suoi oppositori (Cia, Coldiretti, Confindustria, Confartigianato e Confagricoltura) hanno un’importante valenza tecnica e politica.
«Da una parte il consiglio è chiamato a pronunciarsi sulla revoca della delibera che ha portato all’elezione della giunta camerale, dall’altra lo stesso Consiglio dovrebbe procedere a una nuova elezione della giunta» scrivono le cinque associazioni che hanno già presentato un ricorso al Tar chiedendo l’annullamento delle consultazioni che hanno confermato Agostino Cicalò alla guida della Camera di commercio nuorese. Per gli oppositori del presidente il fatto che cinque componenti della sua stessa maggioranza abbiano fatto questo passo la dice lunga sulla fondatezza delle loro osservazioni. «Avevamo ragione – dicono –: si prospetta infatti ciò che le nostre organizzazioni hanno ribadito e denunciato con la presentazione di un ricorso al Tar, ossia la non conformità, rispetto all’interpretazione delle normative del metodo utilizzato per l’elezione della giunta camerale». Se così sarà, i consiglieri che hanno sostenuto l’attuale presidente – è la loro tesi – stanno dimostrando di avere le idee molto chiare nella gestione di un ente pubblico qual è la camera di commercio. Il presidente Agostino Cicalò, dal canto suo invita a non cantar vittoria. «La richiesta di annullare e di indire nuove elezioni è stata formalizzata da cinque consiglieri che hanno individuato un percorso ma sarà il consiglio a decidere se quanto da loro richiesto verrà attuato» è la sua asciutta dichiarazione. La parola passa ora all’assemblea camerale che dovrà dire la sua su una vicenda destinata a finire nelle aule del tribunale amministrativo della Sardegna. L’attacco delle cinque organizzazioni (in attesa del pronunciamento del Tar) continua e riguarda la mancata unanimità nell’individuazione del presidente. «L’elezione della giunta, così come quella del Presidente, non nasce da ampie convergenze e confronto all’interno del consiglio camerale, ma dalla presa di posizione netta di tre associazioni (Cna, Confcommercio e Confesercenti) che hanno costruito una maggioranza numerica non rappresentativa di tutte le imprese del territorio» incalzano i responsabili delle cinque organizzazioni. «Se dunque il consiglio deciderà di revocare la delibera dello scorso 23 aprile di elezione della giunta contro la quale le nostre organizzazioni avevano da subito annunciato il ricorso al Tar, verrebbe a crollare quel sistema di potere costruito proprio dalle tre associazioni non hanno voluto ascoltare le nostre ragioni sul numero di preferenze da attribuire a ciascun consigliere, dando cosi vita a una giunta illegittima per poi spartirsi gli incarichi all’interno degli organi controllati dall’ente camerale, nomine che ora andranno di fatto a cadere perché fatte da una giunta che il consiglio potrebbe domani deliberare come mai esistita». Roberto Bornioli, presidente di Confindustria è fiducioso. «Oggi – commenta – il consiglio deciderà e credo confermerà quanto da noi sostenuto sia alla Camera di commercio che di fronte al Tar».
«Da una parte il consiglio è chiamato a pronunciarsi sulla revoca della delibera che ha portato all’elezione della giunta camerale, dall’altra lo stesso Consiglio dovrebbe procedere a una nuova elezione della giunta» scrivono le cinque associazioni che hanno già presentato un ricorso al Tar chiedendo l’annullamento delle consultazioni che hanno confermato Agostino Cicalò alla guida della Camera di commercio nuorese. Per gli oppositori del presidente il fatto che cinque componenti della sua stessa maggioranza abbiano fatto questo passo la dice lunga sulla fondatezza delle loro osservazioni. «Avevamo ragione – dicono –: si prospetta infatti ciò che le nostre organizzazioni hanno ribadito e denunciato con la presentazione di un ricorso al Tar, ossia la non conformità, rispetto all’interpretazione delle normative del metodo utilizzato per l’elezione della giunta camerale». Se così sarà, i consiglieri che hanno sostenuto l’attuale presidente – è la loro tesi – stanno dimostrando di avere le idee molto chiare nella gestione di un ente pubblico qual è la camera di commercio. Il presidente Agostino Cicalò, dal canto suo invita a non cantar vittoria. «La richiesta di annullare e di indire nuove elezioni è stata formalizzata da cinque consiglieri che hanno individuato un percorso ma sarà il consiglio a decidere se quanto da loro richiesto verrà attuato» è la sua asciutta dichiarazione. La parola passa ora all’assemblea camerale che dovrà dire la sua su una vicenda destinata a finire nelle aule del tribunale amministrativo della Sardegna. L’attacco delle cinque organizzazioni (in attesa del pronunciamento del Tar) continua e riguarda la mancata unanimità nell’individuazione del presidente. «L’elezione della giunta, così come quella del Presidente, non nasce da ampie convergenze e confronto all’interno del consiglio camerale, ma dalla presa di posizione netta di tre associazioni (Cna, Confcommercio e Confesercenti) che hanno costruito una maggioranza numerica non rappresentativa di tutte le imprese del territorio» incalzano i responsabili delle cinque organizzazioni. «Se dunque il consiglio deciderà di revocare la delibera dello scorso 23 aprile di elezione della giunta contro la quale le nostre organizzazioni avevano da subito annunciato il ricorso al Tar, verrebbe a crollare quel sistema di potere costruito proprio dalle tre associazioni non hanno voluto ascoltare le nostre ragioni sul numero di preferenze da attribuire a ciascun consigliere, dando cosi vita a una giunta illegittima per poi spartirsi gli incarichi all’interno degli organi controllati dall’ente camerale, nomine che ora andranno di fatto a cadere perché fatte da una giunta che il consiglio potrebbe domani deliberare come mai esistita». Roberto Bornioli, presidente di Confindustria è fiducioso. «Oggi – commenta – il consiglio deciderà e credo confermerà quanto da noi sostenuto sia alla Camera di commercio che di fronte al Tar».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
