Liquami nel rio, il pm: «Assolveteli»
di Valeria Gianoglio
Al processo per la vicenda del depuratore di Dorgali accusa e difesa concordano
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NUORO. «Chiedo l’assoluzione dei tre imputati»: nella tarda mattinata di ieri, al termine della sua requisitoria, il pm Francesca Pala, pronuncia davanti al giudice monocratico Sara Perlo le sue richieste finali e sorprende non pochi. Anche per l’accusa, dunque, dopo tante udienze, testimoni sentiti in aula, domande e deposizioni, i tre funzionari di Abbanoa, Sandro Murtas, Diego Farre e Francesco Bullitta,– difesi, rispettivamente, dagli avvocati Aldo Luchi, Michele Schirò e Francesco Carboni – non sono responsabili del reato di “danneggiamento doloso” all’ambiente, ovvero di non aver disposto la manutenzione e il buon funzionamento del depuratore di Dorgali. Secondo l’accusa formulata a suo tempo, invece, i tre funzionari di Abbanoa, tra il 2008 e il 2011, non avevano fatto tutto il possibile per garantire che il depuratore del paese funzionasse alla perfezione. E questa loro mancanza, stando a quanto formulato all’inizio dall’accusa, aveva causato lo sversamento di liquami e di melma nel rio Musina. Nel corso del processo, evidentemente, l’accusa ha modificato le proprie convinzioni: tant’è che ieri il pm ha chiesto al giudice che tutti gli imputati venissero assolti. Le stesse richieste di assoluzione le hanno formulate, ieri, gli avvocati dei tre funzionari. Secondo la difesa, in sostanza, all’origine del malfunzionamento del depuratore di Dorgali non era stata la condotta degli imputati, ma una causa naturale. Come aveva spiegato, alcune udienze fa, un tecnico dell’Arpas che aveva eseguito alcuni controlli sul depuratore, «il 21 febbraio del 2008 si era verificato un guasto nel quadro elettrico e si era verificato un'anomalia» provocata dalla caduta di un fulmine. Secondo la difesa, era stato proprio quel fulmine a dare il colpo di grazia a un impianto che era già piuttosto vecchio e malandato. Gli attuali imputati che invece, secondo quanto spiegano i difensori, avevano più volte segnalato sia all'allora Ato, l'autorità d'ambito, sia alla Regione, la necessità di avere un bel po' di fondi a disposizione per la sistemazione dell'intero depuratore di Dorgali. ma i soldi erano arrivati solo nel 2012. La sentenza è attesa per il 19 giugno.
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