La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Ciusa resta chiuso ma la Regione apre uno spiraglio

di Paolo Merlini
Il Ciusa resta chiuso ma la Regione apre uno spiraglio

L’assessore alla cultura: «È stato accolto il nostro progetto, riapriremo il Tribu e anche il centro polivalente di via Roma»

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NUORO. Nonostante l’impegno del Comune con la Provincia e il Man, il “Ciusa” non ha aperto il primo giugno come annunciato durante un incontro avvenuto a metà maggio tra tutti i protagonisti dello spinoso caso del museo, chiuso dalla fine dello scorso anno. Quando riaprirà? Ancora non è dato sapere, ma almeno c’è da registrare una buona notizia: proprio ieri la giunta regionale ha approvato una delibera che stanzia poco più di 900mila euro per la cultura a Nuoro, prima tranche di un progetto che vale in totale 11 milioni. Di questi, 200mila saranno destinati immediatamente (burocrazia permettendo) proprio al Tribu-Museo Ciusa, garantendone la riapertura con un adeguato sistema di sorveglianza e di tutela delle opere (i calchi originali delle sculture di Francesco Ciusa e le opere della collezione permanente del Man). Lo comunica l’assessore alla Cultura Sebastian Cocco, visibilmente soddisfatto per il risultato ottenuto: «Chi diceva che la candidatura di Nuoro a Capitale Italiana della Cultura 2020 fosse una boutade di questa amministrazione o, peggio, non serviva a niente si dovrà ricredere. In questi mesi l'assessorato alla cultura e alla programmazione non si è fermato un giorno e ha continuato a credere e investire in quel progetto per mettere davvero Nuoro al centro dei processi culturali, per una città aperta che ha voglia di confrontarsi, di crescere, di cambiare». Cocco è soddisfatto anche perché la Regione ha stanziato 575mila euro per l’apertura di una storica incompiuta culturale della città, il centro polivalente di via Roma, ma rimanda ogni particolare a una conferenza lunedì mattina con il presidente Pigliaru e l’assessore Spanu.

La brutta notizia è che, nell’attesa dei fondi, il museo Ciusa resterà chiuso molto probabilmente per tutto giugno, per tutta l’estate secondo i più pessimisti. A metà maggio sembrava tutto a posto: il Comune aveva affidato formalmente la sorveglianza del museo, limitata peraltro all’apertura del portone d’ingresso ai visitatori e al personale messo a disposizione dal Man, e dunque dalla Provincia. Questi ultimi si erano accollati l’onere di pulizie straordinarie in un museo chiuso al pubblico da cinque mesi, ma quando gli addetti si sono recati nel museo hanno trovato ancora le porte sbarrate. Il motivo? Non meglio precisati ostacoli burocratici, dalla videosorveglianza delle sale sino all’assicurazione delle opere. La giunta scarica le responsabilità sugli uffici, ma il responsabile del settore Cultura, Francesco Rosu, replica che sino a quando la giunta non approverà il bilancio e destinerà qualcosa più dei 300 euro (sic) del 2017 al Ciusa non si potrà fare niente. Di più, sembra che la funzionaria Maria Rita Pira, responsabile del sistema museale cittadino, abbia sollevato alcune eccezioni sulle necessarie autorizzazioni, che pesano come un macigno e non aiutano per una rapida soluzione del caso. Al Man nel frattempo sono basiti: «Sono sconcertato», dice il presidente Tonino Rocca, che fa notare come la Provincia avesse già assunto con la coop Ecotopia due persone per la biglietteria alle quali ora qualcuno dovrà spiegare che il loro incarico è rinviato a tempo indeterminato.

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