La Nuova Sardegna

Nuoro

Seddone: più informatica e formazione in municipio

di Francesco Pirisi
Seddone: più informatica e formazione in municipio

Il responsabile del Personale traccia la rotta sul futuro della macchina burocratica «L’attività allo sportello non morirà, ma internet sarà sempre più importante»

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NUORO. L’informatizzazione della macchina amministrativa è tra gli obiettivi della giunta comunale. L’assessore degli Affari generali e personale, Marcello Seddone, ne fa quasi una questione vitale per segnare il suo tempo alla guida del settore, iniziato nello scorso febbraio: «Oggi nella pubblica amministrazione una parte consistente di pratiche sono definite attraverso Internet e questo consente maggiore efficienza nel fornire le risposte al cittadino. Senza togliere nulla all’attività di sportello, dalla quale non si può prescindere quando l’interlocuzione chiede di più rispetto alla mera compilazione di un modulo». Ma tra il dire, dell’assessore Seddone, e il fare nel rapporto quotidiano col cittadino, ci sono da riempire alcuni vuoti. Li ricorda lo stesso assessore: «Prima di tutto serve uno sforzo in termini di dotazioni tecnologiche, con l’acquisto di programmi specifici. L’altro fronte è quello della formazione del personale. Non solo tecnica, ma anche motivazionale, perché si tratterà di lasciare metodi tradizionali e passare a utilizzarne dei nuovi».

Per metà è un obbligo e per l’altra una sfida. Prima di tutto per lo stesso Marcello Seddone, 32 anni, laurea in Economia e Legislazione d’impresa. Nel rimpasto di giunta chiuso tre mesi fa è transitato agli Affari generali e ha lasciato le attività produttive. In mezzo anche alcuni mesi di auto-sospensione dall’assessorato, che gli avversari politici hanno letto come l’esito di una poca propensione all’incarico. Accusa che Seddone respinge: «Avessi potuto sarei rimasto lì. Ma chi fa parte di una coalizione politica deve essere disponibile ad accettare il volere della maggioranza e, in questo caso, rispondere alle esigenze del sindaco».

Nuovo giro amministrativo e nuova corsa, con obiettivi sempre di valore. I numeri sono già di per sé indicativi. Il governo di una burocrazia con 254 dipendenti, 17 dei quali stabilizzati nel mandato popolare in atto. Divisi in sei settori, ai quali vanno aggiunti il servizio autonomo di programmazione e il comando di polizia urbana. «Impiegati di qualità e che lavorano, al contrario di quanto si possa pensare quando si parla degli uffici della pubblica amministrazione», spiega l’assessore della giunta del sindaco Andrea Soddu. Per poi aggiungere: «Certo, vanno motivati e coinvolti nelle scelte e nei provvedimenti che si vogliono assumere. Va trasmessa la volontà politica, affinché poi tutti insieme si arrivi al risultato. Credo che le varie amministrazioni succedutesi negli anni abbiano dato il proprio contributo in questa direzione».

La certezza che alla fine l’obiettivo sarà centrato non è però del mondo amministrativo e ancor meno della politica. I numeri del personale costituiscono il primo ostacolo. Sono sotto le 50 unità, rispetto alla quota ottimale che è la sintesi tra le richieste dei dirigenti e il fabbisogno storico. Numeri difficili da modificare, dopo l’introduzione della “spending review” (la rivisitazione della spesa pubblica), che consente una sola assunzione per ogni quattro impiegati andati in pensione. Nonostante siano cresciute le competenze. Seddone non vede soluzioni se non nel superamento della norma: «In queste condizioni si assottigliano i numeri, aumenta l’età media del personale, con non poche difficoltà ad adeguare i metodi di lavoro alle tecnologie e alle esigenze».

Nel municipio di via Dante per il momento gli unici inserimenti sono tra i quadri della polizia municipale. Tre i nuovi posti, uno da assegnare per concorso, i restanti con lo strumento della mobilità. Sempre tra i vigili, dovrebbe arrivare in tempi brevi anche la nomina del dirigente. Se Roma, con le attenzioni auspicate da Nuoro e tutti gli enti locali, è lontana, più vicine sono le opportunità della rivoluzione digitale. Seddone conferma: «Lo strumento ci consentirà di superare molti limiti. Punteremo sulla formazione. Altra leva, un miglior impiego del personale. Penso alla mobilità interna, ancor più importante quando è richiesta dallo stesso dipendente, per occuparsi di materie congeniali alla sua formazione».

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