La Nuova Sardegna

Nuoro

Lavori a Oloè, il caso in Regione

di Valeria Gianoglio

Il consigliere Crisponi presenta una interrogazione sul nuovo appalto: «Censurato l’intervento Anas»

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NUORO. Dopo l’avvio, da parte della Provincia, della nuova gara d’appalto per cercare di mettere una pezza immediata, e non solo in senso metaforico, alle sponde che si sgretolano del ponte di Oloè, il caso dei nuovi lavori con annessi strascichi polemici sul precedente intervento dell’Anas, approda sul tavolo della Regione. Il consigliere regionale dei Riformatori, Luigi Crisponi, ha presentato una interrogazione urgente, infatti, al presidente Francesco Pigliaru, e all’assessore ai Lavori pubblici, Edoardo Balzarini. Una interrogazione che raccoglie e porta a Cagliari le tante proteste arrivate a più riprese dal territorio, negli ultimi mesi, attorno alla vicenda complicata del ponte e della sua ricostruzione dopo l’alluvione del novembre 2013. Ed è proprio dagli interventi portati avanti a suo tempo dall’Anas, che comincia questa storia tormentata fatta di lavori in regime di somma urgenza, inchieste giudiziarie, sequestri disposti dai giudici, e che ancora è ben lungi dall’essere conclusa.

L’ultima tappa, in ordine temporale, risale dunque a qualche giorno fa, quando la Provincia bandisce una gara d’appalto, da 480mila euro, per “Lavori di restauro del viadotto di Oloè - terrapieno al km 7 presso la strada provinciale Oliena”. Un intervento che prevede la manutenzione delle sponde del fondo alveo che erano state realizzate dall’Anas tempo fa e che purtroppo si stanno letteralmente sbriciolando.

Luigi Crisponi, nella sua interrogazione al presidente della Regione, sottolinea il fatto che le opere realizzate dall’Anas, nella relazione tecnica relativa al nuovo progetto, redatto dall’ingegner Gianmarco Mureddu, siano state «censurate come inadeguate perché “rigide e non drenanti con resistenza al flusso naturale delle acque e tendenti a scalzare il terreno sottostante”. Il consigliere regionale, alla luce di tutto questo, della bocciatura, di fatto, dell’intervento disposto dall’Anas, del nuovo appalto e dei vari annessi, chiede al presidente della Regione «se sia normale e accettabile che dopo pochi anni dalla esecuzione dei lavori terminati, si ricorderà a luglio 2014 dalla ditta Sacramati allo scopo incaricata dall’Anas, anche le scogliere cementate poste a protezione delle fondazioni delle strutture portanti del viadotto e delle spalle a monte e a valle dello stesso ponte si siano sfaldate e sbriciolate ? Quale impatto in termini temporali grava sul complesso dei lavori richiesti dalla magistratura?».

Crisponi chiede anche se «la Regione ha svolto accertamenti nella fase operativa degli interventi», e alla stessa Regione chiede: «Ha partecipato al collaudo degli stessi lavori? Chi era il responsabile della certificazione della qualità e bontà dei lavori effettuati? A quanto ammontano complessivamente gli oneri previsti per le sole progettazioni via via resesi necessarie? E infine quale destinazione hanno avuto le risorse pari a euro 1.244.000 relative al ribasso d'asta del 33,49 per cento per la ristrutturazione complessiva del Ponte di Oloè operata dalla Sacramati spa sul bando che è stato assegnato dall’Anas ?»

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