Processo per oltraggio al sindaco «Manifestanti strumentalizzati»
di Giusy Ferreli
In aula l’ex primo cittadino Bianchi, parte offesa nel procedimento a carico di un commerciante «In quel momento decisi di denunciare ma era chiaro che la protesta era stata cavalcata a fini politici»
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NUORO. «In quel momento, a caldo, dopo le ingiurie e gli strattoni decisi di sporgere querela per salvaguardare l’onore del ruolo istituzionale che ricoprivo. Dopo tornai sui miei passi: quella manifestazione era stata cavalcata politicamente. E chi mi aveva affrontato si era fatto prendere la mano». L’ex sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi, parte offesa nel procedimento penale contro un commerciante nuorese per oltraggio a pubblico ufficiale così ricorda le fasi salienti della vicenda che, iniziata con una mezza sommossa contro l’aumento dei tributi decisa dall’amministrazione comunale per questioni legate agli equilibri del bilancio, è finita in un’aula di giustizia.
E ieri mattina di fronte al giudice monocratico del Tribunale di Nuoro, Luisa Rosetti, ha ricordato cosa accadde nel settembre del 2014, quando un agguerrito gruppo di cittadini si presentò ai cancelli del Municipio. L’ex primo cittadino, rispondendo dapprima alle domande del pubblico ministero Alberto Pinna e poi a quelle dell’avvocato Francesco Lai difensore di Antonio Gallu, il commerciante nuorese finito a processo perché nonostante il ritiro della querela il reato d’oltraggio a pubblico ufficiale viene perseguito d’ufficio, ha ricostruito il fatto. Bianchi era impegnato in una riunione nel palazzo municipale quando si ritrovò di fronte una sessantina di persone che, dopo essersi radunate di fronte al palazzo di via Dante, fecero irruzione all’interno dell’edificio per protestare contro l’aumento di Tasi e Tari. Fu qui che i manifestanti si scontrarono verbalmente con il sindaco. «Mi rivolsero una lunga serie di ingiurie. Delinquente, ladrone – ha raccontato l’ex sindaco – e altri epiteti». Ma con Gallu ci fu qualcosa di più. «Mi afferrò per un braccio, eravamo vicino al dispenser delle bevande, e fu il contatto fisico a indurmi a presentare la denuncia». La querela per lesioni e oltraggio venne poi ritirata. Una riflessione successiva ha infatti indotto l’ormai ex amministratore a riconsiderare il suo gesto.
Un ripensamento avvenuto in maniera autonoma, senza nessun accordo tra le due parti o risarcimento da parte del commerciante che lo aveva affrontato in così malo modo ma il cui comportamento era sempre stato esemplare. Ieri in aula sono saltate fuori le considerazioni politiche. «Il malcontento – ha detto Bianchi – era generalizzato, Ma era chiaro che in quella manifestazione c’è stato chi ha voluto strumentalizzare la vicenda a fini politici». Il processo a carico del commerciante, che dovrà rispondere di oltraggio a pubblico ufficiale, riprende a ottobre.
E ieri mattina di fronte al giudice monocratico del Tribunale di Nuoro, Luisa Rosetti, ha ricordato cosa accadde nel settembre del 2014, quando un agguerrito gruppo di cittadini si presentò ai cancelli del Municipio. L’ex primo cittadino, rispondendo dapprima alle domande del pubblico ministero Alberto Pinna e poi a quelle dell’avvocato Francesco Lai difensore di Antonio Gallu, il commerciante nuorese finito a processo perché nonostante il ritiro della querela il reato d’oltraggio a pubblico ufficiale viene perseguito d’ufficio, ha ricostruito il fatto. Bianchi era impegnato in una riunione nel palazzo municipale quando si ritrovò di fronte una sessantina di persone che, dopo essersi radunate di fronte al palazzo di via Dante, fecero irruzione all’interno dell’edificio per protestare contro l’aumento di Tasi e Tari. Fu qui che i manifestanti si scontrarono verbalmente con il sindaco. «Mi rivolsero una lunga serie di ingiurie. Delinquente, ladrone – ha raccontato l’ex sindaco – e altri epiteti». Ma con Gallu ci fu qualcosa di più. «Mi afferrò per un braccio, eravamo vicino al dispenser delle bevande, e fu il contatto fisico a indurmi a presentare la denuncia». La querela per lesioni e oltraggio venne poi ritirata. Una riflessione successiva ha infatti indotto l’ormai ex amministratore a riconsiderare il suo gesto.
Un ripensamento avvenuto in maniera autonoma, senza nessun accordo tra le due parti o risarcimento da parte del commerciante che lo aveva affrontato in così malo modo ma il cui comportamento era sempre stato esemplare. Ieri in aula sono saltate fuori le considerazioni politiche. «Il malcontento – ha detto Bianchi – era generalizzato, Ma era chiaro che in quella manifestazione c’è stato chi ha voluto strumentalizzare la vicenda a fini politici». Il processo a carico del commerciante, che dovrà rispondere di oltraggio a pubblico ufficiale, riprende a ottobre.
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