la storia
Quando la festa di fine agosto era concentrata in un solo giorno
NUORO. Era il 1966 quando monsignor Giuseppe Melas, stanco di un corteo religioso divenuto piuttosto carnevalesco e profano, decise di dividere la sfilata dei costumi provenienti da tutta l’isola...
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NUORO. Era il 1966 quando monsignor Giuseppe Melas, stanco di un corteo religioso divenuto piuttosto carnevalesco e profano, decise di dividere la sfilata dei costumi provenienti da tutta l’isola dalle celebrazioni religiose. Fino alla decisione di monsignor Melas, tutto, come si apprende da numerose testimonianze e da alcuni articoli a firma di Piero Pirari Varriani, era concentrato in una giornata: il 29 agosto. Con i carri e non solo fino in cima alla statua del Cristo Redentore, seguiva la messa accompagnata dai canti liturgici della tradizione; poi secondo i racconti tutti di nuovo in città che nel pomeriggio ospitava i costumi di tutta Sardegna in corteo per le strade di Nuoro, una sola festa del Redentore concentrata in un’unica giornata. A partire dal 1967, il Redentore è scisso in due e la statua lignea del Cristo, per ben 42 anni, non accompagnerà più gli abiti che sfilano. Questo fino al 2009 quando, in un tentativo di riunificazione tra “la Chiesa e lo Stato” riappare la statua a inizio sfilata non riportando però di fatto l’evento a un contesto religioso. (a.me.)
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