Seddone: «Mi dimetto perché non ci sono fondi»
La mossa dell’assessore al Personale arriva dopo il suo mancato voto al bilancio «Regione sorda, senza risorse non si amministra: il confronto pacato non serve»
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NUORO. I conti in rosso impediscono di garantire i servizi minimi, il bilancio non consente scelte politiche ma solo adempimenti tecnici e atti dovuti. Una situazione ritenuta insostenibile che ha portato l’assessore di Nuoro Marcello Seddone, dopo il mancato voto al principale documento finanziario del Comune, a dare le dimissioni.
È lo stesso ormai ex amministratore cittadino, che di recente si era autosospeso dall’incarico, a comunicare la decisione. «Ho consegnato le mie dimissioni da assessore al Personale al capogruppo del mio movimento “Ripensiamo Nuoro” Emilio Zola e al sindaco Andrea Soddu. Ho preso questa decisione perché lo stato dei conti del Comune è tale da non poter più proseguire l’attività politica che mi sono prefissato accettando l’incarico» scrive Seddone che assolve il primo cittadino da qualsiasi responsabilità. «L’amministrazione Soddu ha fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per salvare il bilancio, le entrate – prosegue – sono aumentate grazie ai maggiori controlli e all’introduzione dell’agente della riscossione, le spese sono state ridotte all’osso anche a scapito di alcuni servizi essenziali ma non è bastato. Anche trovare le somme per l’acquisto delle divise della polizia locale è diventato complicato e questo per l’enorme e crescente massa dei debiti in capo alla comunità. Il tutto con il rischio di logorare anche i rapporti personali a causa della frustrazione di non riuscire a garantire servizi minimi». L’ex assessore non risparmia invece critiche a chi avrebbe potuto dare una mano e non lo ha fatto, lanciandosi in un’invettiva contro la Regione sorda alle richieste di aiuto della città. «Non possiamo tirare a campare, non possiamo far finta di non sapere che stiamo varando un bilancio tecnico fatto di atti dovuti più o meno interpretabili e non di scelte politiche e strategiche, impossibili davanti a una mole di debiti che viene da molto lontano e che senza il doveroso e urgente sostegno della Regione finirà prima o poi per trascinare a fondo Nuoro» si legge ancora nel documento di Seddone che chiede un segnale concreto a tutti: dal nuovo governo nazionale alla giunta regionale, dai parlamentari ai consiglieri regionali. «Un segnale concreto in modo che sin dalla prossima sessione di bilancio ci sia un segnale concreto per Nuoro. Il confronto istituzionale pacato con la Regione non ha prodotto risultati. Occorre quindi passare alla rivendicazione reale, mobilitare la città. Dobbiamo unirci tutti sul serio ed essere pronti ad uno scontro con la Regione, arrivando anche a rovesciare il tavolo se non si arriva al risultato». Scettico sul fronte “delle promesse sul Piano di rilancio” l’ex assessore ritiene quei fondi il giusto risarcimento per un territorio spesso dimenticato. «Il contributo per salvare il Comune – è la sua conclusione – invece lo dobbiamo conquistare anche a costo di lasciare cariche di rilevanza regionale pur di mettere l’interesse di Nuoro prima di tutto. Io nel mio piccolo ho fatto un gesto forte e messo a disposizione le mie deleghe per contribuire a questo risultato». (g.f.)
È lo stesso ormai ex amministratore cittadino, che di recente si era autosospeso dall’incarico, a comunicare la decisione. «Ho consegnato le mie dimissioni da assessore al Personale al capogruppo del mio movimento “Ripensiamo Nuoro” Emilio Zola e al sindaco Andrea Soddu. Ho preso questa decisione perché lo stato dei conti del Comune è tale da non poter più proseguire l’attività politica che mi sono prefissato accettando l’incarico» scrive Seddone che assolve il primo cittadino da qualsiasi responsabilità. «L’amministrazione Soddu ha fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per salvare il bilancio, le entrate – prosegue – sono aumentate grazie ai maggiori controlli e all’introduzione dell’agente della riscossione, le spese sono state ridotte all’osso anche a scapito di alcuni servizi essenziali ma non è bastato. Anche trovare le somme per l’acquisto delle divise della polizia locale è diventato complicato e questo per l’enorme e crescente massa dei debiti in capo alla comunità. Il tutto con il rischio di logorare anche i rapporti personali a causa della frustrazione di non riuscire a garantire servizi minimi». L’ex assessore non risparmia invece critiche a chi avrebbe potuto dare una mano e non lo ha fatto, lanciandosi in un’invettiva contro la Regione sorda alle richieste di aiuto della città. «Non possiamo tirare a campare, non possiamo far finta di non sapere che stiamo varando un bilancio tecnico fatto di atti dovuti più o meno interpretabili e non di scelte politiche e strategiche, impossibili davanti a una mole di debiti che viene da molto lontano e che senza il doveroso e urgente sostegno della Regione finirà prima o poi per trascinare a fondo Nuoro» si legge ancora nel documento di Seddone che chiede un segnale concreto a tutti: dal nuovo governo nazionale alla giunta regionale, dai parlamentari ai consiglieri regionali. «Un segnale concreto in modo che sin dalla prossima sessione di bilancio ci sia un segnale concreto per Nuoro. Il confronto istituzionale pacato con la Regione non ha prodotto risultati. Occorre quindi passare alla rivendicazione reale, mobilitare la città. Dobbiamo unirci tutti sul serio ed essere pronti ad uno scontro con la Regione, arrivando anche a rovesciare il tavolo se non si arriva al risultato». Scettico sul fronte “delle promesse sul Piano di rilancio” l’ex assessore ritiene quei fondi il giusto risarcimento per un territorio spesso dimenticato. «Il contributo per salvare il Comune – è la sua conclusione – invece lo dobbiamo conquistare anche a costo di lasciare cariche di rilevanza regionale pur di mettere l’interesse di Nuoro prima di tutto. Io nel mio piccolo ho fatto un gesto forte e messo a disposizione le mie deleghe per contribuire a questo risultato». (g.f.)
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