L’opposizione all’attacco «Comune senza guida»
Le dimissioni dell’assessore Seddone scatenano la reazione di centrodestra e Pd Lunedì l’approvazione del bilancio di previsione che arriva con grave ritardo
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NUORO. Il consiglio comunale è stato convocato per lunedì pomeriggio con un unico argomento all’ordine del giorno: la discussione del bilancio di previsione 2018-2020, appena approvato con forte ritardo dalla giunta Soddu. Un argomento spinoso, soprattutto perché arriva all’indomani delle dimissioni di Marcello Seddone, assessore al Personale, che ha gettato la spugna perché, sostiene, i fondi a disposizione sono talmente pochi che non consentirebbero una corretta amministrazione.
L’opposizione va a nozze con questa nuova crepa nella giunta Soddu, che arriva dopo il caso dell’assessore al traffico Maria Boi. Apre le danze Pierluigi Saiu, del centro destra. «Nonostante le dichiarazioni di facciata – dice perentorio – è ormai evidente che lo stato dei conti del Comune di Nuoro sta determinando vere e proprie fughe all’interno della maggioranza. Le dimissioni di un altro membro della giunta lo confermano. Il bilancio del Comune di Nuoro è un bilancio pericoloso. Non solo per lo stato di salute dei conti ma per la rappresentazione che di essi viene fatta. La situazione è grave ma il sindaco continua con lo stesso ritornello: è colpa della Regione. Sembra non aver colto (o non aver voluto cogliere) nemmeno i rilevi critici che lo stesso assessore dimissionario gli ha rivolto». Secondo Saiu, che la colpa sia della Regione è un alibi dietro cui Soddu si nasconde da quando si è insediato. «Scaricare su altri le proprie responsabilità però non basta più. Nel corso della commissione bilancio sono emersi profili molto preoccupanti sul bilancio di quest’anno. A cominciare dal mancato riconoscimento di un debito fuori bilancio pari a un milione e mezzo di euro. Un debito risalente addirittura al 2016. Preoccupante poi l’assenza della mancata previsione di una posta a copertura della rivalsa per una sentenza della Corte europea dei Diritti dell’uomo per due milioni e trecentomila euro. Debiti di cui si ha conoscenza e che non possono essere ignorati. Debiti che devono trovare copertura all’interno del bilancio». Intanto Saiu segnala che il parere dei revisori dei conti non è ancora arrivato. «Il loro sarà un compito molto delicato, anche alla luce delle vicende che hanno riguardato altri enti locali. In meno di un anno si sono dimessi, proprio per questioni legate al bilancio, due assessori della giunta Soddu. Non si può continuare a fare finta di nulla».
Dal centro destra al partito democratico, che interviene con il vice segretario provinciale Francesco Manca. «L’abbandono della giunta da parte di Marcello Seddone non stupisce perché è l’ennesima dimostrazione di come il Comune non abbia più una guida politica e, se mai l’abbia avuta, una strategia di indirizzo delle politiche pubbliche – dice Manca –. Ciò che stupisce invece sono le motivazioni, ossia la dichiarata ammissione di non essere più alla guida delle decisioni politiche, ma di subirle. Il fatto che due commercialisti, due tecnici esperti di bilancio, due ex assessori, Seddone e Denti, abbiano abbandonato Soddu, è la prova che sui conti non si può scherzare, come si è fatto finora, ma occorre assumersi le proprie responsabilità».
Per Manca stavolta no n serve gridare al complotto «perché i numeri del Bilancio di previsione – dice Manca – che il Comune dovrà approvare entro il 18 Giugno sono impietosi, parlano chiaro e dicono solo una cosa: a calare sono le entrate di diretta responsabilità del Comune. A questa inconsistenza amministrativa si associa un insieme di eventi sempre più contraddittori e spericolati che evidenziano la totale confusione nella politica finanziaria e di bilancio del Comune in questi tre anni».
Dice la sua anche Paolo Pirisi della Federazione dei Verdi, non presente in consiglio. «In tre anni niente è stato fatto e la città è congelata – dice Pirisi – un problema totale, si pensi alla deturpazione degli alberi con la capitozzatura, l’imperversare dei tetti in amianto nel centro storico, il silenzio nei confronti degli edifici comunali a discapito dell’abbandono, la poca chiarezza dopo la consegna delle chiavi della caserma di Prato Sardo e il perenne silenzio sull’ex Artiglieria». (r.n.)
L’opposizione va a nozze con questa nuova crepa nella giunta Soddu, che arriva dopo il caso dell’assessore al traffico Maria Boi. Apre le danze Pierluigi Saiu, del centro destra. «Nonostante le dichiarazioni di facciata – dice perentorio – è ormai evidente che lo stato dei conti del Comune di Nuoro sta determinando vere e proprie fughe all’interno della maggioranza. Le dimissioni di un altro membro della giunta lo confermano. Il bilancio del Comune di Nuoro è un bilancio pericoloso. Non solo per lo stato di salute dei conti ma per la rappresentazione che di essi viene fatta. La situazione è grave ma il sindaco continua con lo stesso ritornello: è colpa della Regione. Sembra non aver colto (o non aver voluto cogliere) nemmeno i rilevi critici che lo stesso assessore dimissionario gli ha rivolto». Secondo Saiu, che la colpa sia della Regione è un alibi dietro cui Soddu si nasconde da quando si è insediato. «Scaricare su altri le proprie responsabilità però non basta più. Nel corso della commissione bilancio sono emersi profili molto preoccupanti sul bilancio di quest’anno. A cominciare dal mancato riconoscimento di un debito fuori bilancio pari a un milione e mezzo di euro. Un debito risalente addirittura al 2016. Preoccupante poi l’assenza della mancata previsione di una posta a copertura della rivalsa per una sentenza della Corte europea dei Diritti dell’uomo per due milioni e trecentomila euro. Debiti di cui si ha conoscenza e che non possono essere ignorati. Debiti che devono trovare copertura all’interno del bilancio». Intanto Saiu segnala che il parere dei revisori dei conti non è ancora arrivato. «Il loro sarà un compito molto delicato, anche alla luce delle vicende che hanno riguardato altri enti locali. In meno di un anno si sono dimessi, proprio per questioni legate al bilancio, due assessori della giunta Soddu. Non si può continuare a fare finta di nulla».
Dal centro destra al partito democratico, che interviene con il vice segretario provinciale Francesco Manca. «L’abbandono della giunta da parte di Marcello Seddone non stupisce perché è l’ennesima dimostrazione di come il Comune non abbia più una guida politica e, se mai l’abbia avuta, una strategia di indirizzo delle politiche pubbliche – dice Manca –. Ciò che stupisce invece sono le motivazioni, ossia la dichiarata ammissione di non essere più alla guida delle decisioni politiche, ma di subirle. Il fatto che due commercialisti, due tecnici esperti di bilancio, due ex assessori, Seddone e Denti, abbiano abbandonato Soddu, è la prova che sui conti non si può scherzare, come si è fatto finora, ma occorre assumersi le proprie responsabilità».
Per Manca stavolta no n serve gridare al complotto «perché i numeri del Bilancio di previsione – dice Manca – che il Comune dovrà approvare entro il 18 Giugno sono impietosi, parlano chiaro e dicono solo una cosa: a calare sono le entrate di diretta responsabilità del Comune. A questa inconsistenza amministrativa si associa un insieme di eventi sempre più contraddittori e spericolati che evidenziano la totale confusione nella politica finanziaria e di bilancio del Comune in questi tre anni».
Dice la sua anche Paolo Pirisi della Federazione dei Verdi, non presente in consiglio. «In tre anni niente è stato fatto e la città è congelata – dice Pirisi – un problema totale, si pensi alla deturpazione degli alberi con la capitozzatura, l’imperversare dei tetti in amianto nel centro storico, il silenzio nei confronti degli edifici comunali a discapito dell’abbandono, la poca chiarezza dopo la consegna delle chiavi della caserma di Prato Sardo e il perenne silenzio sull’ex Artiglieria». (r.n.)
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