sull’orlo del baratro
Soddu: la Regione faccia la sua parte
di Francesco Pirisi
Il primo cittadino rinnova l’appello anche al governo nazionale
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NUORO. Duecentocinquanta milioni in tre anni per uscire dal limbo. Salvo altre raccomandate da qualche tribunale sardo, con la parcella da saldare a imprese o famiglie espropriate. L’amministrazione comunale di Nuoro ritiene si possa fare e ha messo nero su bianco nel bilancio, illustrato lunedì e che sarà votato la settimana entrante. Nonostante l’indebitamento di una cinquantina di milioni di euro, che ogni anno ne costano tre da sborsare per pagare l’ammortamento del capitale e la quota interessi, stimata su un tasso superiore al 5 per cento. Considerato che comunque le risorse sulle quali giocare al “piccolo risparmiatore” non sono tuttavia tante, il sindaco Andrea Soddu ha ribadito la richiesta di un aiuto dall’alto: «Ora il governo nazionale e le Regioni devono fare la loro parte per aiutare i comuni indebitati. La Regione Sardegna ha già gli strumenti per intervenire. Si passi all’azione».
Il lavoro da fare in casa dà comunque già i primi frutti, a sentire lo stesso Soddu e l’assessore del Bilancio, Giuliano Sanna. Come primo risultato portano il ritrovato stato di salute della cassa, dove sono contenute le somme liquide e spendibili: «Quest’anno siamo partiti con una riserva di 4 milioni e mezzo di euro, ma arriveremmo a fine anno a metterne insieme circa 19 milioni, di fondi disponibili». La situazione della cassa comunale era stata una delle questioni di maggior contrasto tra l’amministrazione Soddu e gli esponenti della vecchia giunta Bianchi, passati all’opposizione dopo le elezioni del 2015. Con accuse reciproche di incapacità di leggere i conti e soprattutto di gestire i danari. Le ragioni del cambio di condizione sono messe in riferimento al miglior impiego delle finanze e all'accresciuta riscossione. Così come negli anni passati, uno dei canali per il recupero delle risorse è quello dell’utilizzo del patrimonio immobiliare. È ancora Giuliano Sanna a spiegare: «L’ufficio competente lavora proprio in questa direzione. Ci sono già dei risultati, perché con le cinque gare pubbliche siamo riusciti a vendere quasi un terzo degli edifici inseriti nell’elenco di alienazione». Quello di maggiore valore, il vecchio convento delle carmelitane scalze, è stato per il momento affittato per 40mila euro all’anno all’Areus, l’azienda regionale per le emergenze e urgenze, che si è fatta carico anche dei lavori di adeguamento. I conti annuali si ritiene possano migliorare ancora nel momento in cui andrà in porto il trasferimento di 162 dei 172 mutui in atto dalla cassa depositi e prestiti a una banca ordinaria. «Gli interessi saranno ridotti della metà e i risparmi ci consentiranno di ampliare gli impieghi per migliorare infrastrutture e servizi», è la nota a margine di Soddu e Sanna. E se i risparmi sono in capo a tante piccole azioni, la svolta per la città di cui parla l’amministrazione civica è tutta affidata al piano delle periferie. Per il momento una trentina di milioni di euro, tra fondi governativi e regionali.
Il lavoro da fare in casa dà comunque già i primi frutti, a sentire lo stesso Soddu e l’assessore del Bilancio, Giuliano Sanna. Come primo risultato portano il ritrovato stato di salute della cassa, dove sono contenute le somme liquide e spendibili: «Quest’anno siamo partiti con una riserva di 4 milioni e mezzo di euro, ma arriveremmo a fine anno a metterne insieme circa 19 milioni, di fondi disponibili». La situazione della cassa comunale era stata una delle questioni di maggior contrasto tra l’amministrazione Soddu e gli esponenti della vecchia giunta Bianchi, passati all’opposizione dopo le elezioni del 2015. Con accuse reciproche di incapacità di leggere i conti e soprattutto di gestire i danari. Le ragioni del cambio di condizione sono messe in riferimento al miglior impiego delle finanze e all'accresciuta riscossione. Così come negli anni passati, uno dei canali per il recupero delle risorse è quello dell’utilizzo del patrimonio immobiliare. È ancora Giuliano Sanna a spiegare: «L’ufficio competente lavora proprio in questa direzione. Ci sono già dei risultati, perché con le cinque gare pubbliche siamo riusciti a vendere quasi un terzo degli edifici inseriti nell’elenco di alienazione». Quello di maggiore valore, il vecchio convento delle carmelitane scalze, è stato per il momento affittato per 40mila euro all’anno all’Areus, l’azienda regionale per le emergenze e urgenze, che si è fatta carico anche dei lavori di adeguamento. I conti annuali si ritiene possano migliorare ancora nel momento in cui andrà in porto il trasferimento di 162 dei 172 mutui in atto dalla cassa depositi e prestiti a una banca ordinaria. «Gli interessi saranno ridotti della metà e i risparmi ci consentiranno di ampliare gli impieghi per migliorare infrastrutture e servizi», è la nota a margine di Soddu e Sanna. E se i risparmi sono in capo a tante piccole azioni, la svolta per la città di cui parla l’amministrazione civica è tutta affidata al piano delle periferie. Per il momento una trentina di milioni di euro, tra fondi governativi e regionali.
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