La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Papa ai malati Sla: prego per voi

di Kety Sanna
Il Papa ai malati Sla: prego per voi

Scommessa vinta per i nove “guerrieri” dell’associazione Aisla ricevuti in Vaticano dal Santo Padre

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NUORO. «Grazie per questa visita. Vi assicuro che prego per voi, e voi pregate per me». Papa Francesco li ha accolti con umili parole, un caldo sorriso e una stretta di mano che non dimenticheranno più. Il sogno dei “guerrieri” nuoresi, i nove malati di sclerosi laterale amiotrofica e i loro familiari, partiti martedì mattina alla volta di Roma per poter vedere il Santo Padre, si è finalmente avverato. Le fatiche del viaggio da Nuoro a Olbia a bordo del pullman Deplano, proseguito poi sulla nave Moby per la traversata del Tirreno in diurna, sono state ricompensate dall’accoglienza ricevuta il giorno dopo in Vaticano. Arrivo a Roma a notte fonda, sveglia alle 5 del mattino per rispettare gli orari del ricevimento nell’aula delle Udienze Pontificie, la Sala Nervi dove, ai malati del gruppo Aisla Nuoro-Ogliastra, è stato riservato un posto in prima fila. Una giornata indimenticabile che il gruppo barbaricino porterà per sempre nel cuore.

«Riuscire a realizzare questa piccola grande impresa – ha detto Rosa Puligheddu, presidente Aisla di Nuoro – non è stato facile. Muoversi con pazienti tracheotomizzati e ventilati, non è semplice e non sempre farli viaggiare in nave o in aereo è possibile per via delle continue sollecitazioni. Per tutti dovevamo avere una certificazione medica – ha aggiunto la presidente – ma alla fine siamo riusci a superare i problemi che si sono presentati e che, sembrava potessero impedirci di partire. Siamo riusciti ad affrontare la traversata senza grosse difficoltà, a incontrare Papa Francesco e ricevere da lui, quella benedizione che tanto è cara a chi in Dio crede e spera ogni giorno della sua vita. Vedere i sorrisi e la speranza negli occhi dei pazienti è stata un emozione unica – ha aggiunto – Chi è volontario si sente ancora più piccolo di fronte alla guerra che ogni giorno queste persone devono affrontare, ed è impossibile non farsi contagiare dalla voglia di fare di tutto per alleviare la loro sofferenza e riuscire a regalare loro momenti di gioia».

Un viaggio che l’Aisla Nuoro ha potuto realizzare grazie alla collaborazione con l’Unitalsi, la preziosa presenza di due medici rianimatori, Peppino Paffi e Demetrio Vidili, e tre infermieri: Mario Vardeu, Demetrio Mele e Cristian Tore che come angeli custodi hanno vigilato sui malati.

«Un grazie particolare – ha continuato la presidente dell’associazione – alla ditta Deplano che ha messo a disposizione un pullman attrezzato, pronto ad accogliere le carrozzine dei nostri malati; all’autista Gianfranco Monne che ha vissuto con noi questa indimenticabile esperienza; al personale della Moby che ci ha coccolato sia all’andata che al ritorno; a tutti i volontari, senza i quali questo viaggio non sarebbe stato possibile. Ma il grazie più grande va a loro, ai nostri nove guerrieri: Marco, Giuseppe 1, Giuseppe 2, Franco, Carmine, Angelo, il piccolo Angelo che è la nostra mascotte, Anna Maria, Elide, e Pier Paolo, che durante questa incredibile avventura ci hanno regalato emozioni uniche e insegnato il valore dell’amicizia e della fratellanza. È la prima volta che sia stato possibile un viaggio come questo. Così al rientro, prima di salutarci, guardandoci negli occhi ci siamo perciò detti arrivederci al 2019, per affrontare con la stessa carica di oggi, una nuova scommessa: partire alla volta di San Giovanni Rotondo. Perché – ha concluso Rosa Puligheddu – anche se la malattia limita il vivere quotidiano, non può limitare la realizzazione di sogni».

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