La Nuova Sardegna

Nuoro

Tarsu, caccia a 950mila euro evasi

di Valeria Gianoglio

Il servizio tributi invierà centinaia di atti di accertamento per i mancati pagamenti della tassa rifiuti

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NUORO. Finora, nelle case nuoresi, ne sono state notificate svariate centinaia, per una evasione presunta e complessiva di 563mila euro e pochi spiccioli. Ma dalle prossime settimane ne partirà una nuova ondata, e stavolta, l’evasione presunta è decisamente più consistente: raggiunge la bellezza di 950mila euro. Gli avvisi di accertamento per la tassa dei rifiuti, dunque, stanno per bussare di nuovo alle porte di tanti utenti del capoluogo barbaricino, e in buona parte, del resto, erano anche abbondantemente attesi. Presentando i punti salienti del bilancio di previsione 2018-2020, – che venerdì prossimo tornerà in consiglio comunale accompagnato da un bell’intreccio di polemiche e reazioni decise da parte dell’opposizione – infatti, l’assessore Giuliano Sanna e il sindaco Andrea Soddu, avevano sottolineato che si trattava di «un Bilancio, organico e capace di confermare le scelte strategiche “di sistema” afferenti la programmazione economico-finanziaria intrapresa nell’ultimo biennio coerentemente alle linee indicate nel mandato di governo, basate sull’ottimizzazione delle risorse a disposizione, sull’attenzione rigorosa alla spesa, sull’invarianza fiscale, sull’assicurazione dei servizi pubblici, sul principio di equità perseguito attraverso la lotta all’evasione/elusione fiscale».

La lotta all’evasione fiscale, dunque, è considerata uno dei punti chiave, da parte della giunta Soddu, per cercare di rimpinguare le casse comunali vuote in modo desolante. E così si parte, sulla scorta anche di quanto portato a casa nel recente passato. Finora, infatti, il servizio tributi del Comune, che si occupa anche di verificare le entrate tributarie e scoprire se vi siano mancanze, ha scoperto che mancano all’appello 563mila e 397 euro di tributi mai incassati. E ha già mandato nelle case dei nuoresi evasori gli atti necessari per recuperare quelle somme. Ma proprio in questi giorni, e mentre infiammano le polemiche sul bilancio, sui debiti, e sulla gestione dell’emergenza-casse vuote, il servizio tributi ha eseguito nuovi calcoli sulle mancate entrate relative ai tributi e ha confermato quello che il buonsenso, insieme al maggior numero di controlli o e attività di contrasto all’evasione fiscale, avevano già suggerito: ovvero che il trend dell’attività di recupero dei tributi evasi era destinato ad aumentare nel secondo semestre di quest’anno. Le previsioni per i prossimi mesi dicono infatti che dovrebbero partire avvisi di accertamento per omesso o parziale pagamento della tassa dei rifiuti pari a circa 950mila euro. Gli avvisi devono essere notificati entro il 31 dicembre di quest’anno, perché sono relativi agli anni che vanno dal 2012 al 2017, e altrimenti, in molti casi, rischiano di cadere in prescrizione. Gli atti di accertamento sono già pronti a partire: sono depositati da giorni all’ufficio tributi del Comune. I soldi che si recupereranno attraverso questo percorso sono considerate entrate straordinaria che non hanno vincolo di destinazione ma sembrano destinati a rimpinguare il fondo comunale “rischi contenzioso”.

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