Kite surf, minoranza all’attacco dopo la sentenza del Tar
di Sergio Secci
Siniscola, il gruppo chiede il rinnovo della procedura «Si valutino le domande con criteri equi e trasparenti»
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SINISCOLA. «Dopo la determinazione del Tar sulla concessione di kite surf a La Caletta si chiede che l’amministrazione proceda in tempi rapidi al rinnovo della procedura di esame e valutazione delle domande, sulla base di criteri equi e trasparenti». Questo il pensiero degli esponenti comunali del centrosinistra e indipendenti e dei consiglieri Antonio Bidoni e Lucio Carta. «Al fine di evitare ulteriori danni, anche di tipo finanziario occorre procedere subito – dicono – e in proposito, chiediamo chi provvederà a pagare le spese giudiziali di 2mila euro». I consiglieri ripercorrono quindi la storia che ha generato la sentenza. «Nel maggio 2017, l’amministrazione avvia la procedura per la presentazione delle domande di iscrizione al registro delle attività esercitabili sul demanio marittimo, in cui si prevedeva il rilascio di una sola autorizzazione per scuola di Kitesurf e altri sport acquatici sulla base del regolamento comunale. Il servizio di pianificazione urbanistica – aggiungono – approva la graduatoria, nella quale risulta al primo posto l’associazione Kite Surf La Caletta. La Kite Surf Circus presenta quindi ricorso chiedendo l’annullamento della determinazione del responsabile di servizio, deducendo l’illegittimità dell’operato dell’amministrazione comunale nell’assegnazione dei punteggi. Il Tar accoglie, soprattutto per quanto attiene il punto sull’organizzazione e la promozione del Kite Surf, e annulla la determinazione comportando così il rinnovo della procedura di esame e valutazione delle domande, capovolgendo quindi l’operato dell’amministrazione. È del tutto singolare – concludono – che la giunta parli solamente di rivisitazione del punteggio senza rilevare l’illogicità dell’operato dell’amministrazione che ha portato all’annullamento della determinazione e che il rinnovamento della procedura, improntata al rispetto della legalità e della trasparenza, porterà a un risultato diverso. Ad oggi, però, non si è fatto nulla per adeguarsi al provvedimento del Tar. È invece già in corso, come se nulla fosse, la realizzazione del corridoio di lancio».
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