ORGOSOLO
Selezioni per il servizio civile: in aula i testimoni della difesa
NUORO. «Ricorda se durante la selezioni, avete mai detto a tutti i concorrenti che non potevano stare dentro la stanza dove c’era la selezione per i progetti di servizio civile?», chiede l’avvocato...
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NUORO. «Ricorda se durante la selezioni, avete mai detto a tutti i concorrenti che non potevano stare dentro la stanza dove c’era la selezione per i progetti di servizio civile?», chiede l’avvocato Marco Basolu. «No», risponde il teste e componente della commissione, all’epoca dei fatti, nel luglio 2011. «È possibile che abbiate detto che dovevano entrare uno alla volta?», incalza l’avvocato. «Sì», risponde il teste. è cominciata con l’audizione di diversi testi della difesa, l’udienza di ieri, al processo che vede il sindaco di Orgosolo, Dionigi Deledda, l’allora vicesindaco Bora Podda, e il capo dell’ufficio tecnico del Comune, Agostino Murgia, a processo con l’accusa di abuso d'ufficio in relazione alle selezioni per due progetti di servizio civile avviati dal Comune di Orgosolo. Secondo l’accusa, i tre imputati, nel corso delle selezioni per scegliere i candidati avevano cercato di favorire alcune persone. E uno dei modi, secondo la Procura, attraverso i quali li avrebbero favoriti sarebbe stato quello di svolgere le selezioni attraverso colloqui a porte chiuse, senza altri testimoni se non il candidato e la commissione. Secondo la difesa di Deledda, in particolare – che infatti ieri, attraverso le domande ai testi, si è concentrata proprio su questo aspetto – le porte durante i colloqui erano sì, chiuse, ma non impenetrabili né inaccessibili a chiunque volesse entrare per assistere al colloquio. Per la difesa, dunque, nessuno aveva mai detto esplicitamente ai candidati che non si potesse entrare nella stanza per assistere ai colloqui. «Ricorda se qualcuno dei commissari ha imposto ai candidati di non entrare nella sala?», ha chiesto, infatti, l’avvocato Basolu a un altro teste, Maria Corraine. «Non ricordo se è stato detto esplicitamente – ha risposto la giovane orgolese – ricordo che le porte erano chiuse». «Chi c’era durante il colloquio?», chiede, invece, il pm Ireno Satta. «C’erano solo i commissari» ha risposto la teste. Il processo riprenderà il 5 ottobre. (v.g.)
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