Inceneritore, il comitato all’attacco
di Giulia Serra
Macomer, Non bruciamoci il futuro: «Succu gioca sull’ambiguità delle parole»
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MACOMER. La questione rifiuti e incenerimento continua a essere argomento di discussione. Nella seduta d'insediamento del consiglio comunale di Macomer il tema è stato affrontato dal sindaco Antonio Succu, il quale ha evidenziato i risultati raggiunti nella raccolta differenziata, che nell'ultimo mese di maggio ha sfiorato il 78 per cento. «Costituirà un preciso obiettivo programmatico – ha detto il primo cittadino – quello di aprire un confronto con la Regione per la realizzazione di un progetto d'implementazione delle piattaforme di selezione, vero punto di forza di tutti i processi di riciclo e di riuso». A intervenire nel merito è il comitato Non Bruciamoci il Futuro, da anni in prima linea contro la costruzione del nuovo inceneritore di Tossilo, e lo fa con un documento dal titolo “un inganno tira l'altro”. «Si vuole fare intendere alla cittadinanza – scrivono gli attivisti – che l’impegno dell’amministrazione Succu sarà tutto rivolto alla riduzione della produzione dei rifiuti per consentire un «progressivo abbandono dello smaltimento per incenerimento. Si gioca sull’ambiguità delle parole per nascondere che, comunque si evolva la situazione della raccolta differenziata a Macomer, il nuovo inceneritore, qualora diventasse operativo, lo rimarrà fino al 2030». Il nodo centrale del ragionamento è il nuovo inceneritore finanziato con 42 milioni di euro ed in fase di ultimazione che, a regime, brucerà il doppio dei rifiuti rispetto al precedente impianto, spento nel febbraio del 2016 per le dichiarate condizioni di obsolescenza ma anche per scongiurare l'aggravamento del buco di bilancio della Tossilo S.p.A, che chiuse il 2015 con una perdita di circa 600 mila euro. «Anche qualora Macomer raggiungesse le percentuali di differenziazione più alte possibili - scrive NbF - l'impianto continuerebbe a incenerire rifiuti indifferenziati pari a 60.000 t/anno».
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