Il Centro di accoglienza ospiterà 50 migranti
di Giulia Serra
Macomer, conferenza di servizi sull’apertura del Cpr nell’ex carcere di Bonu Trau Presto i lavori nella struttura destinata agli irregolari in attesa di rimpatrio
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MACOMER. Si è svolta ieri l’attesa conferenza di servizi sul Centro di permanenza e rimpatri, la struttura regionale che ospiterà a Macomer i migranti irregolari in attesa di rimpatrio. Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti di vigili del fuoco, genio militare, questura, prefettura, consulenti del ministero, tecnici del Comune e il sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu. La conferenza, che si è conclusa alle ore 14, ha confermato anzitutto le due linee programmatiche già individuate in precedenza: da una parte la predisposizione e l’esecuzione degli interventi tecnici e strutturali per consolidare la sicurezza della struttura e la salvaguardia della popolazione, dall’altra le misure atte a garantire la tutela della dignità degli ospiti. Imminente l’avvio dei lavori necessari per rendere l’ex carcere di Bonu Trau adatto ad accogliere, in tempi brevi, i primi ospiti, individuati nella misura di 50 unità: ad oggi gli unici interventi effettuati all’interno della struttura sono quelli della bonifica del sito da materiali pericolosi quali per esempio l’amianto. Sul versante sicurezza, ad emergere dall’incontro operativo di ieri sono alcuni dettagli organizzativi che riguardano in particolare proprio le misure specifiche da adottare. La parte esterna della struttura detentiva avrà un doppio perimetro di recinzione, nel quale sarà attivata una sorveglianza garantita dalle forze dell’ordine 24 ore su 24. A questo servizio sarà affiancato, così come proposto dalla questura e condiviso dal Comune di Macomer, uno specifico nucleo di pronto intervento che avrà competenza di vigilanza sullo spazio compreso tra la prima e la seconda recinzione. Confermata dunque la natura detentiva del Cpr, che sarà organizzato in maniera tale da non consentire ai suoi ospiti di uscire se non debitamente scortati. Al tavolo si è discusso anche dell’organizzazione interna del Centro di permanenza per migranti, prevedendo spazi dedicati sia al culto religioso che alle diverse attività ludiche e ricreative da mettere a disposizione dei migranti che, seppur temporaneamente, stazioneranno nella struttura. Soddisfatto del confronto, il sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu ha così commentato: «La conferenza si è svolta in coerenza con quanto già dichiarato da Ras, Comune, Prefettura e Ministero. Verrà riattivato l’ex carcere e sarà in campo l’unico vero deterrente verso gli sbarchi diretti i Sardegna e verso la presenza di clandestini nel territorio». Superate dunque le iniziali incertezze di carattere politico emerse dopo le elezioni nazionali dello scorso marzo, che avevano spinto il sindaco di Macomer a sollecitare ufficialmente, attraverso una nota alla Prefettura, il rispetto degli accordi sottoscritti a febbraio nella sede romana del Viminale alla presenza dell’allora ministro Marco Minniti. Il nuovo governo sostenuto dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle sembra per il momento non mettere in discussione il cosiddetto Piano Minniti ideato nella precedente legislatura per affrontare la pressione del fenomeno migratorio: sarebbero confermati i centri finalizzati al rimpatrio da aprire in ciascuna regione italiana e dunque anche quello da realizzarsi in Sardegna che, adesso con certezza, sarà attivato ed aperto nell'ex carcere di Macomer.
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