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L’assessore alla Cultura: presto soluzione per la Satta

NUORO. Luglio porterà la soluzione dei problemi di governo della biblioteca “Satta”. Lo garantisce l’assessore comunale della Cultura, Sebastian Cocco. Più nei dettagli, lo stesso assessore: «Abbiamo...

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NUORO. Luglio porterà la soluzione dei problemi di governo della biblioteca “Satta”. Lo garantisce l’assessore comunale della Cultura, Sebastian Cocco. Più nei dettagli, lo stesso assessore: «Abbiamo individuato lo strumento giuridico che consenta di mettere al sicuro il personale e dare certezze sul funzionamento della biblioteca, all’interno di una vera politica culturale». Il nuovo corso sarà suggellato da una delibera regionale, attesa nel correre di un paio di settimane. Vi saranno tempi e criteri anche per rilanciare il museo “Ciusa” (il Tribu, a fianco della cattedrale) e, più in generale, aggiunge Cocco «per garantire un’offerta culturale coerente con un sistema bibliotecario e museale adeguato ai tempi». La notizia vale anche una delle prime comunicazioni dell’assessore-avvocato dopo il silenzio seguito alla mancata affermazione della città come capitale italiana della cultura 2020. Titolo andato a Parma, tra le dieci finaliste dove c’era anche Nuoro. Cocco: «Contrariamente a quello che si possa pensare, è stato un risultato di rilievo. Tra l’altro, non dimenticherei di ricordare che sino all’ultimo siamo stati in lizza per la vittoria, con la stessa Parma e con Agrigento. Il risultato l’abbiamo già messo a frutto con la creazione di una rete tra le dieci finaliste, che ora lavorano per una programmazione culturale integrata». Nel concorso ministeriale, il podio vale già un successo, ma il primo posto quanto avrebbe dato in più? Ancora l’assessore: «Certo, le vittorie ti consentono una maggiore visibilità mediatica. Ma l’obiettivo era anche di offrire alla città uno strumento di auto-consapevolezza e, da questo punto di vista, si può dire che il risultato è positivo. Ritengo che il fatto più importante sia stato quello di sognare una città diversa e coinvolgere in questo proposito cittadini e associazioni, che adesso hanno un’idea compiuta sul capitale culturale e su come sfruttarlo».

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