Bimbi senza pediatra a Nuoro, appello delle mamme a Regione e Assl
di Kety Sanna
Dal primo luglio il servizio è scoperto per 200 famiglie. I genitori: le esigenze dei pazienti vanno oltre la matematica
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NUORO. Non tende a placarsi la polemica delle famiglie nuoresi rimaste senza un pediatra allo scadere, il 30 giugno scorso, del contratto a termine del medico Vanna Fresu che da febbraio aveva sostituito la collega Daniela Ticca che, fino ad allora, aveva coperto il servizio lasciato dalla dottoressa Bruna Caria, da un anno in pensione. Alla polemica sollevata dai genitori degli oltre 200 bimbi che avevano già portato avanti una petizione per chiedere l’assunzione del quarto pediatra in città, l’azienda sanitari aveva risposto: «Pur comprendendo le ragioni della protesta dei genitori, non si può non rimarcare come l’accordo collettivo nazionale, che disciplina i rapporti con i medici pediatri di libera scelta, definisca dei parametri che non consentirebbero il mantenimento della quarta sede, decaduta dopo il pensionamento della dottoressa Bruna Caria il 30 giugno 2017. L’accordo, infatti, attribuisce 600 bambini per pediatra. Pertanto, applicando tali parametri nell’ambito di Nuoro, per avere la quarta sede di Pediatria di libera scelta dovrebbe essere presenti nel territorio per lo meno 2201 bambini, mentre attualmente ve ne sono 1800 seguiti dai tre Pediatri titolari di sede più i 227 seguiti dal Pediatra in scadenza con incarico provvisorio. Ben al di sotto dei 301 (l’Accordo parla di 600 o frazione superiore a 300) che giustificherebbero l’assegnazione di un quarto incarico» aggiungendo inoltre che, allo scadere del contratto della dottoressa Fresu, le famiglie avrebbero potuto effettuare la scelta di un nuovo pediatra tra gli altri rimasti in quanto. «La deroga al massimale – scrive l’Assl – non prevede un limite, pertanto tutti i bambini che sceglieranno i pediatri di Nuoro che hanno dato la disponibilità, vedranno accolta la loro richiesta senza alcun problema, secondo quanto stabilito dall’articolo 39 dell’accordo collettivo della Pediatria». Replica che però non ha bloccato il folto gruppo di genitori nuoresi che in questi mesi hanno portato avanti una petizione per richiedere il nuovo pediatra e inviato una lettera al prefetto di Nuoro, Caronila Bellantoni, all’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, al direttore dell’Ats Sardegna, Fulvio Moirano, al direttore dell’Assl, Grazia Cattina e al direttore della struttura complessa di medicina convenzionata, Alberto Mura. «Ad oggi mamme e bambini – si legge nella missiva – si trovano completamente spaesati e senza alcuna certezza di tutela medica completa e celere. Così dal 1 luglio centinai di bambini da 0 a 14 anni si sono travati giocoforza senza un sostituto certo, del proprio pediatra, a sua volta scelto ai tempi in cui lavorava la Caria. A quanto pare, infatti, – si legge nella nota accompagnata da decine e decine di firme – i posti disponibili dei pediatri attuali (3) a Nuoro città, non bastano a coprire le esigenze dell’intera comunità. Nessuno ad oggi, riesce a dare una risposta concreta a tale problema che rischia di diventare un concreto danno alla salute del minore. Capiamo – aggiungono le famiglie – quello che si può definire “il problema” dei numeri, del massimale, ma chiediamo a gran voce la Vostra comprensione riguardo le esigenze di mamme e bambini che vanno oltre la matematica. Non tutti – proseguono – si possono permettere visite a pagamento, né tantomeno spostamenti fuori città (con sedi fuori ambito, tra l’altro scelta non obbligatoria) per eseguire una vista pediatrica. E i motivi sono plurimi: in primis economici ma anche spazio-temporali, non solo in relazione alle esigenze personali, ma soprattutto riguardo la salute del minore. «A farne le spese sono sempre i bambini – scrivono – Gli attuali pediatri hanno superato tutti o quasi, i propri massimali. Come poter pensare che possano svolgere al meglio la propria professione se oberati di lavoro? Vi è un malessere comunitario da non sottovalutare. Abbiamo appreso che sono stati chiesti alla Regione rinforzi dall’ottobre dello scorso anno, ma ancora tutto tace. L’unica verità è che i pazienti ex Caria dal 1° luglio non hanno la certezza del proprio pediatra di libera scelta. Scelta – aggiungono – che non ha più il carattere della libertà se, per un solo problema di numeri, intere famiglie saranno costrette ad accontentarsi di pediatri fuori sede che da contratto non possono avere un ambulatorio a Nuoro. Ci si chiede – concludono – se rispecchi giustizia e un diritto, quello di dover scegliere specialisti che lavorano fuori città poiché i pediatri nuoresi sono massimalisti».
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