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Nuoro

Violenze nell’ospizio, il pm: condannate Poggiu

Rito abbreviato per l’oss in servizio nella casa di riposo di via Aosta. Chiesti cinque anni di reclusione

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NUORO. «La condotta di Ignazio Poggiu, l’operatore socio sanitario in servizio nella casa di riposo di via Aosta va sanzionata». I maltrattamenti, le vessazioni, mezzi di contenzione del tutto ingiustificati, e i comportamenti che in diversi casi, secondo la tesi della Procura di Nuoro, sono sfociati in episodi di violenza nei confronti di anziani non autosufficienti e malati, meritano una condanna a cinque anni di reclusione. La richiesta è stata avanzata al giudice per l’udienza preliminare Luisa Rosetti dal pubblico ministero Giorgio Bocciarelli che ieri mattina ha chiesto la condanna dell’oss. Il suo difensore, l’avvocato Monica Macciotta, potrà far valere le ragioni della difesa nell’arringa prevista per ottobre. Con Poggiu sono finiti a giudizio anche l’ex direttrice della Residenza familia, Rosanna Serra, e due operatori socio-sanitari che lavoravano nella casa di riposo all’epoca dei fatti contestati, prima del maggio 2016. Si tratta di Ignazio Poggiu, appunto, e l’albanese Genci Nikaj.

Ma l’unico ad aver scelto la strada del rito abbreviato è stato Poggiu. Che, per il pm si sarebbe reso responsabile dei maltrattamenti consistiti “in continue percosse con schiaffi, pugni e gomitate portate all’indirizzo dei pazienti, nonché in ingiustificati e brutali metodi di contenzione dei pazienti stessi al di fuori dei limiti di legge”. Nel rito ordinario per i maltrattamenti la direttrice della residenza di via Aosta è difesa dall’avvocato Francesco Lai, mentre l’altro oss è difeso dall’avvocato Anna Maria Musio. L’inchiesta della Procura era nata dai filmati shock ricavati dalle telecamere nascoste che i poliziotti della Squadra mobile nuorese avevano installato nella casa di riposo dopo una segnalazione arrivata da una fonte confidenziale. (g.f.)

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