Macomer, allarme nuove povertà
di Alessandra Porcu
In aumento le domande alla Caritas. Deiana: «Molte persone chiedono cibo ma anche compagnia»
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MACOMER. Negli ultimi anni il numero delle persone che si sono rivolte alle Caritas parrocchiali di Macomer è aumentato in misura notevole. Si tratta dei cosiddetti “nuovi poveri”: padri separati, ragazze madri, giovani che hanno perso il posto di lavoro o semplicemente famiglie, un tempo benestanti, che ora non riescono ad arrivare alla fine del mese.
Effetto della crisi economica che le istituzioni, non sempre, sono state o sono in grado di fronteggiare. Ed è qui che scende in campo la Caritas che, partendo dallo scopo principale di promuovere la testimonianza della carità, cerca di sostenere e dare un contributi a queste persone, permettendo loro di andare avanti.
A Macomer, l’organismo parrocchiale facente capo alla Diocesi di Alghero-Bosa, si fa in quattro. Ogni parrocchia ha la sua. Nelle chiese di San Pantaleo, San Francesco, della Santa Famiglia e della Madonna Missionaria gruppi di volontari accolgono le richieste di chi si trova in difficoltà.
L’aiuto può arrivare in diversi modi: con la donazione di abiti usati, beni di prima necessità oppure col pagamento delle bollette della luce, del gas o dell’acqua.
«In alcuni casi, quelli più gravi – sottolinea il direttore della Caritas Diocesana di Alghero Franco Deiana – riusciamo a intervenire sostenendo i singoli o le famiglie col “Fondo Episcopale di Solidarietà”».
Istituito nel 2013 dal vescovo Mauro Maria Morfino, viene utilizzato a favore di chi non riesce, ad esempio, a pagare alcune rate del mutuo o dell’affitto. Da anni, poi, esiste il “Prestito della Speranza” istituito dalla Conferenza Episcopale Italiana. In questo caso le persone indigenti, grazie all’intermediazione della Diocesi, riescono a ottenere una somma di denaro dalla Banca.
Un singolo o un nucleo familiare possono domandare fino a sette mila euro, un’impresa non oltre i venticinque mila. Per un anno i beneficiari sono esentati dal restituire i soldi. Alla scadenza dei ventiquattro mesi devono iniziare a pagare le rate con un tasso agevolato.
Ma spesso, come sottolinea il direttore Franco Deiana, si ha bisogno solo di compagnia e comprensione.
Da qui l’idea di creare un centro d’ascolto e un punto d’incontro. Quest’ultimo, attivo da tredici anni, accoglie persone con lievi disturbi mentali. Lo scopo è quello di aiutarle a socializzare attraverso laboratori di pittura, modellismo e cucina.
A seguire gli ospiti anche uno psicologo. Il punto d’incontro si autofinanzia grazie ai volontari che ne fanno parte. Il prossimo dicembre la convenzione che permette di garantire la figura dello psicologo scadrà. La speranza è che le istituzioni locali contribuiscano finanziariamente per rinnovarla.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Effetto della crisi economica che le istituzioni, non sempre, sono state o sono in grado di fronteggiare. Ed è qui che scende in campo la Caritas che, partendo dallo scopo principale di promuovere la testimonianza della carità, cerca di sostenere e dare un contributi a queste persone, permettendo loro di andare avanti.
A Macomer, l’organismo parrocchiale facente capo alla Diocesi di Alghero-Bosa, si fa in quattro. Ogni parrocchia ha la sua. Nelle chiese di San Pantaleo, San Francesco, della Santa Famiglia e della Madonna Missionaria gruppi di volontari accolgono le richieste di chi si trova in difficoltà.
L’aiuto può arrivare in diversi modi: con la donazione di abiti usati, beni di prima necessità oppure col pagamento delle bollette della luce, del gas o dell’acqua.
«In alcuni casi, quelli più gravi – sottolinea il direttore della Caritas Diocesana di Alghero Franco Deiana – riusciamo a intervenire sostenendo i singoli o le famiglie col “Fondo Episcopale di Solidarietà”».
Istituito nel 2013 dal vescovo Mauro Maria Morfino, viene utilizzato a favore di chi non riesce, ad esempio, a pagare alcune rate del mutuo o dell’affitto. Da anni, poi, esiste il “Prestito della Speranza” istituito dalla Conferenza Episcopale Italiana. In questo caso le persone indigenti, grazie all’intermediazione della Diocesi, riescono a ottenere una somma di denaro dalla Banca.
Un singolo o un nucleo familiare possono domandare fino a sette mila euro, un’impresa non oltre i venticinque mila. Per un anno i beneficiari sono esentati dal restituire i soldi. Alla scadenza dei ventiquattro mesi devono iniziare a pagare le rate con un tasso agevolato.
Ma spesso, come sottolinea il direttore Franco Deiana, si ha bisogno solo di compagnia e comprensione.
Da qui l’idea di creare un centro d’ascolto e un punto d’incontro. Quest’ultimo, attivo da tredici anni, accoglie persone con lievi disturbi mentali. Lo scopo è quello di aiutarle a socializzare attraverso laboratori di pittura, modellismo e cucina.
A seguire gli ospiti anche uno psicologo. Il punto d’incontro si autofinanzia grazie ai volontari che ne fanno parte. Il prossimo dicembre la convenzione che permette di garantire la figura dello psicologo scadrà. La speranza è che le istituzioni locali contribuiscano finanziariamente per rinnovarla.
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