Macomer, l’eccellenza di Sardinia Bio Caseus
L’antica arte della produzione del formaggio nell’azienda dell’imprenditrice Anna Mura
MACOMER. Latte vaccino di grande qualità proveniente dai pascoli collinari del Marghine e tradizionale arte casearia di Macomer. È da questo connubio che nasce il formaggio di Anna Mura, macomerese, sposata, tre figli, che qualche anno fa ha deciso di dare una svolta alla propria vita facendo nascere dal nulla una piccola azienda, la Sardinia Bio Caseus, con annesso punto vendita, direttamente a casa sua, nel popoloso quartiere di Scalarba.
A spiegare la genesi dell’iniziativa è la stessa imprenditrice: «Mio nonno Antonio era un mastro casaro, molto apprezzato e richiesto, che ha lavorato in diverse realtà della Sardegna. Mio padre Antonio Francesco aveva un po’ di bestiame e si occupava personalmente di preparare il formaggio. Nonostante tutto non avrei mai pensato di lavorare in questo settore se non avessi avuto la possibilità di frequentare un corso di formazione di 600 ore svoltosi presso l’azienda agricola dei fratelli Nughes di Macomer. È qui che la loro anziana madre, tia Bangitta Mura, mi ha insegnato tecniche e segreti per fare un buon formaggio vaccino».
Nel 2011 il passaggio decisivo rappresentato dall’accordo di programma per l’area di crisi di Tossilo: «Mi sono messa nuovamente in discussione seguendo tutta la lunga trafila rappresentata da lezioni, stages e tanta burocrazia. L’investimento fatto è stato davvero notevole, sia in termini di tempo che di impiego di risorse finanziarie. Basti pensare ai numerosi lavori per attrezzare e mettere a norma i locali e, ancora, alle spese per acquistare cella frigo ed altri macchinari indispensabili per il processo produttivo. I risultati? Sono soddisfatta, i consumatori mostrano di apprezzare i prodotti: casizolu, fresa, yogurt, creme».
Ma non mancano le note dolenti, relative soprattutto alla complicata fase della commercializzazione. La ragione è facilmente spiegabile: «In questo settore la concorrenza è spietata, il mercato è inflazionato da formaggi standardizzati e di scarsa qualità ma che, agli occhi di molti consumatori, hanno il pregio di poter essere acquistati a prezzi tutto sommato contenuti. Cosa che io non posso permettermi di fare per i costi elevati». Nonostante le difficoltà Anna Mura non si perde d'animo e continua a credere nella bontà del suo progetto: «Ho stabilito contatti con i circoli dei sardi e fatto qualche spedizione all’estero, sto seguendo la strada dell’e-commerce, partecipo alle fiere regionali più importanti, da qualche mese collaboro con un venditore impegnato ad intercettare nuovi canali».
A confortarla i riconoscimenti arrivati in questi pochi anni di attività. Tra gli altri, il terzo posto ottenuto nel 2016 nel concorso dei formaggi sardi organizzato in occasione della fiera agroalimentare di Ozieri e, giusto qualche settimana fa, una menzione speciale ricevuta nell’ambito della terza edizione dei Sardinia Food Awards, tenutasi a Cagliari con il patrocinio delle Regione: «Sono segnali, piccoli ma importanti, che spingono a continuare a credere nel percorso intrapreso: proporre sul mercato un prodotto capace di abbinare qualità e tradizione».
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