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Nuoro

L’ex sindaco del Pd accusa: «Sono dati fasulli»

L’ex sindaco del Pd accusa: «Sono dati fasulli»

Per il consigliere di minoranza «è un’operazione elettorale, il documento contabile è illegittimo»

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NUORO. L’ex sindaco, e oggi consigliere di minoranza, Alessandro Bianchi (Pd), non è per niente convinto dell’operazione trasparenza dell’amministrazione del suo successore Soddu. La premessa: «Si tratta di un’azione di stampo elettorale. Tra l’altro, hanno preso a pretesto l’argomento del bilancio che pensavo tenessero nascosto». Il motivo non è nelle esposizioni finanziarie, per le quali nessuna delle amministrazioni susseguitesi nei lustri può accampare giustificazioni. Ma piuttosto sul “come” il documento è stato composto: «È un bilancio finto, che contiene molte illegittimità. La prima è nella mancata copertura di 4 milioni di indennizzi dovuti a privati in seguito a sentenze passate in giudicato». Bianchi porta come prova dell’assunto il parere del collegio dei revisori: «Quel parere devasta il documento, sotto l’aspetto della legittimità». Il conti del Comune sono stati nel 2015 uno dei motivi di maggiore conflitto nei mesi di passaggio dell’amministrazione Bianchi al nuovo governo municipale. In quel tempo la giunta Soddu parlò di 25 milioni di esposizioni trovate in cassa, andando incontro alla reazione rabbiosa dei predecessori. Oggi i toni sono meno veementi, ma la posizione di Bianchi non cambia: «Hanno prima detto di avere trovato i conti sottosopra, in rosso, e poi dopo poco tempo, annunciato che tutto si era sistemato. Io mi chiedo se la situazione è stata risanata come mai vanno a chiedere aiuto alla Regione e al governo». Tra i conti pendenti del 2015, quelli della cassa corrente, sotto, fu detto, di 9 milioni. Bianchi: «L’esposizione era dovuta al fatto che si utilizzavano le anticipazioni del tesoriere per pagare le imprese. Oggi cosa debbono pagare? A parte le opere lasciate da noi già con il cantiere pronto, dalla pedemontana alla scuola numero 1, al contratto di quartiere per “Sae Sulis”, non c’è nessuna iniziativa». Ancora, Bianchi contesta la mancata apertura estiva della piscina di Farcana, la chiusura del museo Tribu e del centro polifunzionale di via Roma: «Noi vi avevamo allestito la Bitas, la borsa regionale del turismo. Oggi è in balia dei vandali».

La chiusa supera in asprezza la premessa: «Altro che attuazione del programma elettorale. Credo che gli attori di questa grande stagione del cambiamento, aspettino solo di accasarsi in lidi più comodi». (f.p.)

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