Operazione trasparenza «Scongiurato il dissesto»
di Francesco Pirisi
Soddu e la sua giunta hanno incontrato i cittadini per discutere il bilancio 2018 «I debiti del passato rimangono, ma il futuro della città ora è un po’ più roseo»
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NUORO. Il bilancio del Comune non è così nero come lo si descrive. Questo hanno voluto dire il sindaco Andrea Soddu e la giunta, durante l’incontro con la cittadinanza, mercoledì alla biblioteca “Satta”. A scanso di equivoci, il debito con la cassa depositi e prestiti esiste è ammonta a circa 63 milioni di euro, tra quota capitale e interessi. Ma i conti sono in miglioramento e non è attuale il pericolo di un dissesto. Lo dice prima l’assessore del Bilancio, Giuliano Sanna, e lo ribadisce Soddu, che alla fine profetizza giorni migliori per la città grazie al progetto per il Nuorese e al piano delle periferie. Il suo perché: «Si tratta di un piano di sistema, mai realizzato prima. Vi sono dentro le direttrici della cultura e del sapere, per un capoluogo che si apre all’esterno e ridiventa guida del territorio». Parole accolte con favore dal pubblico, per la verità non numeroso e con la defezione anche nell’assemblea dei consiglieri di maggioranza della Città in Comune. Pubblico che stimola il confronto. È il caso dell’intervento di Angelo Rojch, ex presidente della Regione: «Il piano delle periferie va bene. Ma non soddisfa un’università che ha ancora un orizzonte limitato. Così come la mancanza di un impegno dell’amministrazione della città capoluogo nel territorio, per rivendicare un nuovo modello di sviluppo economico».
Durante l’assemblea, l’impegno di Soddu e Sanna è prima di tutto quello di fare conoscere i conti della cassa municipale, la cui buona tenuta è stata smentita dai partiti di opposizione in Consiglio comunale. Il racconto parte sempre dal confronto tra la situazione nel momento dell’ingresso in municipio, nel 2015, e lo stato finanziario attuale. L’assessore Sanna: «Il fatto che i conti siano migliorati lo dice prima di tutto il dato della cassa corrente, che abbiamo trovato in rosso di con 9 milioni. Oggi è in attivo, tanto che non abbiamo bisogno delle anticipazioni del tesoriere». Tra i meriti il titolare delle finanze pone ai primi posti il fatto di essere passati indenni dalle nuove norme dello Stato, che nel 2015 ha chiesto di ripulire i residui passivi, ossia i debiti, e attivi, concernenti i crediti: «Il saldo è stato negativo, di 16 milioni. Tanto che siamo stati costretti a inserire in bilancio un accantonamento di garanzia di oltre mezzo milione di euro». Proprio l’emergenza finanziaria di queste due “voci in rosso” aveva portato la giunta appena insediata a ventilare il pericolo di default, una sorta di fallimento finanziario. E qui il sindaco Soddu ricorda: «Ci siamo confrontati con i dirigenti. Potevamo scegliere la formula del dissesto, con l’effetto di rimanere ai nostri posti e senza però né fare investimenti e né assunzioni. Ci siamo rimboccati le maniche e deciso di cambiare i destini dell’ente e della città».
Gli interventi determinanti, per l’assessore Sanna. La riscossione dei tributi: «Il recupero dell’evasione è di oltre il 35 per cento, da quando abbiamo affidato il compito a un ufficio interno. Con Equitalia la riscossione era di appena il 2 per cento delle cartelle affidategli». La “spending review” comunale: «C’è un risparmio di 2 milioni». La vendita di quelli che Sanna chiama i “gioielli di famiglia”: «Su 13 ne abbiamo alienato 4. Non è un’operazione velleitaria». Il tasto dolente sono i mutui. Si farà la ristrutturazione del debito, con l’estinzione dell’esposizione di parte dei 38 milioni con la Cassa depositi e prestiti e il trasferimento a una banca commerciale: «Il tasso scenderà di oltre la metà e potremo risparmiare circa 10 dei 26 milioni attuali». Ristrutturazione a parte, appare chiaro anche dagli interventi dei due amministratori che solo l’aiuto dello Stato e della Regione può incidere sulla profondità del “pozzo debitorio”, che si alza ogni anno con altre sentenze giurisdizionali, per espropri mai pagati dalle amministrazioni di 30 anni a questa parte.
Debiti che, secondo il parere di Giuliano Sanna, il Comune non ha fatto solo per sé: «A monte ci sono opere pubbliche necessarie per una città capoluogo e per il suo territorio. Di questo la politica non può non tenere conto».
Durante l’assemblea, l’impegno di Soddu e Sanna è prima di tutto quello di fare conoscere i conti della cassa municipale, la cui buona tenuta è stata smentita dai partiti di opposizione in Consiglio comunale. Il racconto parte sempre dal confronto tra la situazione nel momento dell’ingresso in municipio, nel 2015, e lo stato finanziario attuale. L’assessore Sanna: «Il fatto che i conti siano migliorati lo dice prima di tutto il dato della cassa corrente, che abbiamo trovato in rosso di con 9 milioni. Oggi è in attivo, tanto che non abbiamo bisogno delle anticipazioni del tesoriere». Tra i meriti il titolare delle finanze pone ai primi posti il fatto di essere passati indenni dalle nuove norme dello Stato, che nel 2015 ha chiesto di ripulire i residui passivi, ossia i debiti, e attivi, concernenti i crediti: «Il saldo è stato negativo, di 16 milioni. Tanto che siamo stati costretti a inserire in bilancio un accantonamento di garanzia di oltre mezzo milione di euro». Proprio l’emergenza finanziaria di queste due “voci in rosso” aveva portato la giunta appena insediata a ventilare il pericolo di default, una sorta di fallimento finanziario. E qui il sindaco Soddu ricorda: «Ci siamo confrontati con i dirigenti. Potevamo scegliere la formula del dissesto, con l’effetto di rimanere ai nostri posti e senza però né fare investimenti e né assunzioni. Ci siamo rimboccati le maniche e deciso di cambiare i destini dell’ente e della città».
Gli interventi determinanti, per l’assessore Sanna. La riscossione dei tributi: «Il recupero dell’evasione è di oltre il 35 per cento, da quando abbiamo affidato il compito a un ufficio interno. Con Equitalia la riscossione era di appena il 2 per cento delle cartelle affidategli». La “spending review” comunale: «C’è un risparmio di 2 milioni». La vendita di quelli che Sanna chiama i “gioielli di famiglia”: «Su 13 ne abbiamo alienato 4. Non è un’operazione velleitaria». Il tasto dolente sono i mutui. Si farà la ristrutturazione del debito, con l’estinzione dell’esposizione di parte dei 38 milioni con la Cassa depositi e prestiti e il trasferimento a una banca commerciale: «Il tasso scenderà di oltre la metà e potremo risparmiare circa 10 dei 26 milioni attuali». Ristrutturazione a parte, appare chiaro anche dagli interventi dei due amministratori che solo l’aiuto dello Stato e della Regione può incidere sulla profondità del “pozzo debitorio”, che si alza ogni anno con altre sentenze giurisdizionali, per espropri mai pagati dalle amministrazioni di 30 anni a questa parte.
Debiti che, secondo il parere di Giuliano Sanna, il Comune non ha fatto solo per sé: «A monte ci sono opere pubbliche necessarie per una città capoluogo e per il suo territorio. Di questo la politica non può non tenere conto».
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