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Lavoras, solo otto assunti «Ma servono posti stabili»

di Federico Sedda
Lavoras, solo otto assunti «Ma servono posti stabili»

Ottana, i cantieri per i disoccupati impiegano meno forze di quelle attese Il sindaco Saba: «È meglio di nulla, ma qui occorrono forme di lavoro concrete»

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OTTANA. Prende corpo a Ottana il progetto per l’attivazione dei cantieri di lavoro per i disoccupati previsti dal programma Lavoras predisposto dalla giunta regionale per gli interventi destinati alle politiche attive del lavoro da attuare su iniziativa dei comuni. Nell’ambito della distribuzione delle risorse, il cui fondo previsto dalla legge finanziaria ammonta complessivamente a 45milioni di euro, al comune di Ottana è stata attribuita la somma di 126mila e 716 euro che dovrà essere spesa per dare vita a nuovi cantieri di lavoro non previsti da altri bandi, quali quelli, già in vigore, per i cantieri verdi. L’amministrazione comunale di Ottana, guidata dal sindaco Franco Saba, ha scelto di partecipare al bando in due settori di intervento: la valorizzazione degli attrattori culturali attraverso l’applicazione di nuove tecnologie finalizzate a migliorare la conoscenza culturale del patrimonio artistico e storico del paese e l’efficientamento delle procedure comunali per predisporre bandi di gara o affidamento di progettazioni da parte del Comune. Nel primo cantiere saranno impiegate sei unità lavorative, nel secondo due. I disoccupati che saranno assunti a tempo determinato per circa 8 mesi saranno dunque otto. Il personale da occupare nei cantieri sarà selezionato tramite i centri per l’impiego nel rispetto delle linee guida regionali e delle convenzioni stipulate con l’Aspal. I nuovi cantieri di lavoro, una volta approvati, saranno gestiti da cooperative sociali.

Il progetto Lavoras, come è stato sottolineato più volte negli ultimi mesi dal sindaco, Franco Saba, non risolve certo il problema della grave disoccupazione a Ottana. «Non solo perché si tratta di assunzioni a tempo determinato – sottolinea Saba – ma anche perché il numero dei disoccupati da assumere è davvero irrisorio rispetto alle necessità di lavoro che ha il paese. Meglio di nulla, comunque. Ora aspettiamo che si metta in moto la procedura di finanziamento della ripresa produttiva prevista dal piano dell’Unità di crisi per Ottana e supportata dalla Commissione regionale d’inchiesta sul polo industriale. Il tutto per attirare imprese e creare finalmente posti di lavoro stabili».

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