Oloè, sindaci all’erta «La Procura vigili sui lavori del ponte»
I primi cittadini di Oliena e Dorgali incontrano il procuratore Crisponi (Riformatori): «Dopo un piccolo intervento il nulla»
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OLIENA. «Abbiamo chiesto alla magistratura di vigilare sulla corretta attuazione dei lavori a Oloè». Che la storia del ponte si stia trasformando in una telenovela con tanto di risvolti giudiziari è ormai un dato certo. Che i problemi legati alla viabilità pregiudichino i flussi turistici è, anche questa, cosa assodata. Così come le lamentele di allevatori e contadini che hanno visto aumentare vertiginosamente i costi per le loro aziende.
I sindaci di Dorgali e Oliena, tempestati dalle lamentele dei loro concittadini, non sanno più a che santo votarsi. E così si sono rivolti al procuratore di Nuoro, Patrizia Castaldini. Non potendo chiedere al magistrato garanzie sui tempi dell’intervento – «la questione riguarda in via esclusiva la Provincia» chiosa Sebastiano Congiu, neo primo cittadino olianese – i due amministratori hanno chiesto al capo della Procura nuorese sulla corretta nel ponte spazzato via dall’alluvione del 2013 e mai più ripristinato. Se la tempistica per la realizzazione della nuova struttura è dettata dalle procedure legate agli appalti, l’attenzione dei sindaci si focalizza sul fatto che i soldi pubblici vengano spesi bene. «Al fine di arrivare in tempi rapidi alla riapertura del ponte e di evitare quanto accaduto nel recente passato con l’indagine della Procura sui lavori della ricostruzione» dice Congiu che, con la collega di Dorgali, Maria Itria Fancelllo, nei giorni scorsi ha varcato al soglia del palazzo di giustizia per un confronto con il procuratore. I tempi, d’altra parte si stanno dilatando oltre il dovuto. Dopo interrogazioni in consiglio regionale, incontri e confronti a tu per tu con gli amministratori regionali (l’ultimo mercoledì mattina l’assessore con l’assessore ai Lavori pubblici Edoardo Balzarini), il consigliere regionale dei Riformatori Luigi Crisponi torna sull’argomento. «I lavori, a parte un intervento epidermico di 51mila euro per togliere i giunti sono di nuovo bloccati» dice Crisponi che elenca gli altri interventi ancora in alto mare: «Siamo in attesa dell’assegnazione di un secondo appalto da 400mila euro per il deterioramento dei piloni del viadotto e di un terzo passaggio da 500mila euro sulle massicciate precedentemente sistemate con un intervento eseguite non certo a regola d’arte». (g.f.)
I sindaci di Dorgali e Oliena, tempestati dalle lamentele dei loro concittadini, non sanno più a che santo votarsi. E così si sono rivolti al procuratore di Nuoro, Patrizia Castaldini. Non potendo chiedere al magistrato garanzie sui tempi dell’intervento – «la questione riguarda in via esclusiva la Provincia» chiosa Sebastiano Congiu, neo primo cittadino olianese – i due amministratori hanno chiesto al capo della Procura nuorese sulla corretta nel ponte spazzato via dall’alluvione del 2013 e mai più ripristinato. Se la tempistica per la realizzazione della nuova struttura è dettata dalle procedure legate agli appalti, l’attenzione dei sindaci si focalizza sul fatto che i soldi pubblici vengano spesi bene. «Al fine di arrivare in tempi rapidi alla riapertura del ponte e di evitare quanto accaduto nel recente passato con l’indagine della Procura sui lavori della ricostruzione» dice Congiu che, con la collega di Dorgali, Maria Itria Fancelllo, nei giorni scorsi ha varcato al soglia del palazzo di giustizia per un confronto con il procuratore. I tempi, d’altra parte si stanno dilatando oltre il dovuto. Dopo interrogazioni in consiglio regionale, incontri e confronti a tu per tu con gli amministratori regionali (l’ultimo mercoledì mattina l’assessore con l’assessore ai Lavori pubblici Edoardo Balzarini), il consigliere regionale dei Riformatori Luigi Crisponi torna sull’argomento. «I lavori, a parte un intervento epidermico di 51mila euro per togliere i giunti sono di nuovo bloccati» dice Crisponi che elenca gli altri interventi ancora in alto mare: «Siamo in attesa dell’assegnazione di un secondo appalto da 400mila euro per il deterioramento dei piloni del viadotto e di un terzo passaggio da 500mila euro sulle massicciate precedentemente sistemate con un intervento eseguite non certo a regola d’arte». (g.f.)
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