Raccolta rifiuti, il Consiglio vara la municipalizzata “è-comune”
di Francesco Pirisi
Approvati con il solo voto della maggioranza il piano finanziario e lo statuto della nuova società Garantiti gli attuali 58 posti di lavoro. La giunta prevede un risparmio di un milione e 200mila euro
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NUORO. Si chiamerà è-comune srl, con caratteri rigorosamente in minuscolo. La società in “house providing” (una sorta di municipalizzata) per la gestione dell’igiene urbana è una realtà. Ieri il voto del consiglio, che ha approvato piano industriale ed economico, insieme allo statuto. Manca solo l’ufficialità con l’atto del notaio, ma si tratta più che altro di un passaggio di pura forma. Tecnicamente si tratta di una società di capitali (una Srl), con unico socio, il Comune di Nuoro, e un tempo operativo di 10 anni, dopo il quale sarà possibile rilanciare, aggiustare o anche chiudere l’esperienza se il risultato non dovesse essere stato in linea con le attese. Evenienza poco probabile, almeno a sentire l’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Soddu, che ha parlato di «un risultato importante, in linea con un uno dei punti del programma elettorale. Scelta in grado di fare crescere la vivibilità della città e ridurre i costi di gestione del servizio».
Toni da successo amministrativo dai quali si è discostata l’opposizione consiliare. Prima di tutto perché i banchi si sono svuotati durante la discussione, con l’uscita dall’aula di Peppe Montesu (Nuova Nuoro), Pier Luigi Saiu (Uniti per Nuoro), Mara Sanna (Cinque Stelle), Nicola Porcu (La Nuoro che vogliamo) e Basilio Brodu (Cambiamento. Insieme si può). Prima di loro forfait anche da parte degli ex Pd, Leonardo Moro e Tore Sulas. Tra le ragioni del dissenso la denuncia di «documenti consiliari consegnati sempre in ritardo», a sentire Montesu e Brodu. Ma anche «la richiesta negata ad avere qualche giorno in più per esaminare la materia», hanno dichiarato Sanna e Saiu. Il presidente del Consiglio, Fabrizio Beccu, ha ribattuto e parlato di «atti messi a disposizione nei tempi».
La riposta politica invece è arrivata dall’assessore del Bilancio e Igiene urbana, Giuliano Sanna, che ha parlato di «una fuga dai banchi del consiglio, forse anche per l’imbarazzo di dover votare contro a un’iniziativa di grande valore, come la società in “house providing”». Il valore di cui ha parlato l’assessore sardista ha varie facce e risvolti. «Innanzitutto quello economico, considerato che con il nuovo corso il costo del servizio scenderà di un milione e 200mila euro all’anno, rispetto ai 5 milioni e 800mila euro attuali, nei quali c’è già un risparmio rispetto agli esercizi precedenti».
Una parte del discorso Sanna l’ha dedicata a descrivere una gestione con alla base una filosofia operativa differente dal passato: «Il nostro primo atto è stato quello di annullare il bando che esternalizzava il servizio. La gestione interna consente di tenere nell’ente gli utili dell’impresa. Risparmi che una volta raggiunti gli obiettivi, andranno ai dipendenti, come premio per il loro lavoro».
Proprio sul punto delle maestranze si sono soffermati l’ingegnere della società Labelab, Giovanni Montresori, insieme agli avvocati Carlo Pinna Parpaglia e Mattia Pani, che sono i tecnici ai quali il Comune ha affidato la costruzione della società, con i piani economico e industriale, oltre allo statuto. «Tutti i 58 dipendenti passeranno nel nuovo soggetto gestore. Cosa non automatica se il servizio fosse stato assegnato all’esterno, perché il privato che subentra in un appalto è obbligato ma dentro i limiti della sua organizzazione».
Toni da successo amministrativo dai quali si è discostata l’opposizione consiliare. Prima di tutto perché i banchi si sono svuotati durante la discussione, con l’uscita dall’aula di Peppe Montesu (Nuova Nuoro), Pier Luigi Saiu (Uniti per Nuoro), Mara Sanna (Cinque Stelle), Nicola Porcu (La Nuoro che vogliamo) e Basilio Brodu (Cambiamento. Insieme si può). Prima di loro forfait anche da parte degli ex Pd, Leonardo Moro e Tore Sulas. Tra le ragioni del dissenso la denuncia di «documenti consiliari consegnati sempre in ritardo», a sentire Montesu e Brodu. Ma anche «la richiesta negata ad avere qualche giorno in più per esaminare la materia», hanno dichiarato Sanna e Saiu. Il presidente del Consiglio, Fabrizio Beccu, ha ribattuto e parlato di «atti messi a disposizione nei tempi».
La riposta politica invece è arrivata dall’assessore del Bilancio e Igiene urbana, Giuliano Sanna, che ha parlato di «una fuga dai banchi del consiglio, forse anche per l’imbarazzo di dover votare contro a un’iniziativa di grande valore, come la società in “house providing”». Il valore di cui ha parlato l’assessore sardista ha varie facce e risvolti. «Innanzitutto quello economico, considerato che con il nuovo corso il costo del servizio scenderà di un milione e 200mila euro all’anno, rispetto ai 5 milioni e 800mila euro attuali, nei quali c’è già un risparmio rispetto agli esercizi precedenti».
Una parte del discorso Sanna l’ha dedicata a descrivere una gestione con alla base una filosofia operativa differente dal passato: «Il nostro primo atto è stato quello di annullare il bando che esternalizzava il servizio. La gestione interna consente di tenere nell’ente gli utili dell’impresa. Risparmi che una volta raggiunti gli obiettivi, andranno ai dipendenti, come premio per il loro lavoro».
Proprio sul punto delle maestranze si sono soffermati l’ingegnere della società Labelab, Giovanni Montresori, insieme agli avvocati Carlo Pinna Parpaglia e Mattia Pani, che sono i tecnici ai quali il Comune ha affidato la costruzione della società, con i piani economico e industriale, oltre allo statuto. «Tutti i 58 dipendenti passeranno nel nuovo soggetto gestore. Cosa non automatica se il servizio fosse stato assegnato all’esterno, perché il privato che subentra in un appalto è obbligato ma dentro i limiti della sua organizzazione».
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