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Nuoro

L’Europa dei diritti nell’era del populismo

L’Europa dei diritti nell’era del populismo

Un dibattito sul futuro dell’Unione ai tempi della Brexit e delle nuove frontiere Il sindaco: «Senza i fondi comunitari i comuni non potrebbero più programmare» 

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NUORO. Parlare di diritti sociali nel futuro dell’Europa in un momento storico dominato da sovranismi e populismi, in cui è l’esistenza stessa dell’Unione a essere messa in discussione, può sembrare un’astrazione, ma ha la sua ragion d’essere. Soprattutto perché sono proprio i giovani, la popolazione dell’Europa di domani, a sollecitare una presa di coscienza sulla necessità di restare uniti quando gli ideali dei padri fondatori dell’Unione – uno su tutti, la Pace tra gli stati – sono passati in secondo piano. Quegli stessi giovani arrivati in questi giorni a Nuoro da 25 nazioni, tutti animati da una voglia di confronto che i rispettivi governanti sembrano aver perso.

È uno degli aspetti scaturiti nella seconda giornata dedicata all’Europa organizzata nel cortile dell’Isre dall’amministrazione comunale, in collaborazione con lo sportello Europe Direct. È stato un dibattito franco, coordinato dal direttore della Nuova Sardegna Antonio Di Rosa, dove accanto al pessimismo che provocano gli umori nelle varie nazioni (dalla Brexit alla chiusura delle frontiere ai migranti) sono risuonate parole come sogno, valori, ideali. A esse ha dato voce il sindaco Andrea Soddu, europeista convinto, sicuro che una società multiculturale non possa essere altro che un valore aggiunto per il domani. Considerazioni basate anche su un sano pragmatismo: «Ci troviamo all’istituto etnografico, che senza i soldi dell’Ue non sarebbe mai stato ristrutturato. In tempi di tagli, i comuni non avrebbero un euro per realizzare un progetto, va detto».

Sulla stessa linea il vice sindaco e assessore alle politiche europee Sebastian Cocco, che però non manca di segnalare come partecipare a un bando europeo richieda ai comuni un notevole sforzo economico, oltre che organizzativo. Cocco, che è anche assessore alla Cultura, auspica un maggiore impegno sul fronte della cultura e della formazione, un aspetto sui cui ha insistito Fabrizio Spada, responsabile delle relazioni istituzionali in Italia del Parlamento europeo, che ha citato come esempio positivo il successo di programmi quali l’Erasmus per lo scambio internazionale tra università. (p.me.)



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