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Nuoro

Pd all’attacco di è-comune «Il progetto è una follia»

Pd all’attacco di è-comune «Il progetto è una follia»

Il segretario Manca critica pesantemente la nuova società per la raccolta di rifiuti «Da dove attingeranno le professionalità? Meglio continuare con Ecoserdiana»

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NUORO. Partito democratico all’attacco su è-comune srl, la società interamente comunale che dal primo gennaio subentrerà alla società pubblico privata Nuoro Ambiente nel servizio di igiene urbana e raccolta dei rifiuti. Dopo la presa di posizione dell’ex sindaco Sandro Bianchi, l’unico rappresentante rimasto in consiglio comunale del partito che a lungo ha governato la città, ora interviene Francesco Manca della segreteria provinciale e cittadina. «La scelta di dar vita ad una società municipalizzata totalmente partecipata dal Comune di Nuoro per il servizio integrato di raccolta dei rifiuti è un’autentica follia sul piano amministrativo, economico/gestionale e politico», dice Manca.

Sul piano amministrativo perché il Comune di Nuoro «è già fortemente deficitario in termini di organizzazione dei propri uffici come certificato dal Collegio dei Revisori dei Conti nel parere al bilancio di previsione. Come farà un Comune che non riesce neppure ad organizzare i propri dipendenti per l’attività ordinaria a gestire una società di altri 200 dipendenti che avranno il compito di garantire la pulizia della città?», domanda polemicamente Manca.

Dal piano amministrativo a quello economico e gestionale. «Se è vero che oggi Nuoro Ambiente garantisce utili al bilancio del Comune, è anche vero che dentro Nuoro Ambiente c’è una società, Ecoserdiana, che la raccolta dei rifiuti la fa per mestiere e sa come farla. A ognuno il suo mestiere. Chi garantisce che anche la nuova società farà utili in mancanza di professionalità in capo al Comune che possono essere acquisite soltanto pagando profumatamente manager esperti del settore? Ci sono già figure individuate? Chi le ha individuate? Come avverranno le selezioni? A chi rispondono?», chiede Manca.

Sul piano politico, infine, il Pd critica la scelta «perché fare una società in house è una contraddizione rispetto alla generale tendenza di revisione della spesa, in particolare quella di dismettere le partecipate comunali e non fondarne di nuove. Perfino la Raggi, a Roma, ha capito che non è più conveniente gestire in house certi servizi. Una visione anacronistica, dilettantesca, lontana dalle moderne esigenze di governo di Enti con sempre meno soldi e sempre più competenze», conclude Manca.

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