Il Psd’Az: «Salvini non c’entra»
di Paolo Merlini
Il partito sul ritiro delle deleghe a Sanna e Belloi: «Da 6 mesi alleati con la Lega, le ragioni sono altre»
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NUORO. Ma davvero la politica nazionale ha così tanto peso negli equilibri dell’amministrazione comunale targata Soddu? È stato l’accordo con la Lega di Salvini a far saltare l’alleanza tra il Psd’Az e la maggioranza che da due anni governa Nuoro, ormai ridotta al minimo (13 consiglieri su 25), oppure ci sono altri motivi? In casa sardista non ci stanno ad avvalorare la tesi del sindaco secondo cui la rottura sarebbe avvenuta dopo l’abbraccio con Salvini a livello nazionale, e preferiscono guardare unicamente a dissapori locali. Ma ogni tentativo di averne conferma da parte degli ormai ex assessori Giuliano Sanna e Antonio Belloi si ferma davanti alle disposizioni della segreteria del partito, che vuole rimandare le spiegazioni a una conferenza stampa nei primi giorni della prossima settimana. La stessa segreteria che dopo le dimissioni del capogruppo Adriano Catte (il 31 maggio, in questo caso in aperta polemica con le posizioni pro Salvini), pochi giorni fa ha deciso che si sfilassero dalla maggioranza prima i tre consiglieri dei quattro mori, facendo mancare il numero legale in aula, e poi i due assessori, rendendo impossibile dal punto di vista legale ogni decisione della giunta se non, appunto, con il ritiro delle deleghe da parte del sindaco. Questa, almeno, è la versione dei sardisti.
Ma in attesa della conferenza stampa, il succo del discorso è anticipato da un documento della segreteria cittadina. «Improvvisamente, dopo sei mesi, forse colto dal torpore agostano e nella piena interpretazione della bella addormentata nel bosco, il sindaco Soddu si accorge che il Partito Sardo d’Azione ha stretto un accordo elettorale a livello nazionale. Accordo dal quale è scaturita proprio l’elezione del senatore in quota Partito Sardo, al quale lo stesso sindaco ha però richiesto aiuti economici da Roma pro Giunta Soddu», dice il Psd’Az. Il riferimento è a una lettera con una richiesta di aiuto per la situazione economica del Comune di Nuoro che Soddu avrebbe inviato al segretario e parlamentare Psd’Az e, dicono sempre in casa sardista, allo stesso ministro dell’Interno Salvini.
Quali sono allora le ragioni della crisi? «Il Partito Sardo d’Azione ha chiesto da tempo al sindaco di Nuoro una seria verifica di maggioranza», dice ancora la segreteria sardista, che chiede il riconoscimento del lavoro svolto dagli «assessori sardisti, dei cui risultati, da lui stesso definiti storici, si è fatta vanto la maggioranza tutta. Significa che chi lavora per Nuoro va premiato, chi non lavora deve essere sollevato dall’incarico». Il riferimento, oltre al carico da novanta che è gravato in questi mesi in particolare sull’assessore Sanna, responsabile da solo di Bilancio, Urbanistica e Ambiente, è rivolto alla presenza-assenza dell’assessore Maria Boi, che continua a figurare nell’elenco della giunta pur senza delega ma da tempo non partecipa alle riunioni.
Poi le accuse: «Al Partito Sardo non interessa né le rissa mediatica né, tantomeno, sostenere le carriere politiche regionali di avventurieri locali. Il sindaco ha necessità di scaricare il PSd’Az per accreditarsi nel centrosinistra regionale?». Il riferimento è all’ipotesi, più volte smentita dall’interessato, che Soddu si candidi alle regionali del 2019, ipotesi che su un altro terreno coinvolgerebbe il vice sindaco Sebastian Cocco che ha lasciato La Base (ormai salviniana) per approdare nell’Italia in Comune, il movimento fondato dal sindaco di Parma Pizzarotti. Sullo sfondo Nuoro, governata da una maggioranza precaria, ridotta ad appena un consigliere, in uno dei momenti più difficili degli ultimi anni.
Ma in attesa della conferenza stampa, il succo del discorso è anticipato da un documento della segreteria cittadina. «Improvvisamente, dopo sei mesi, forse colto dal torpore agostano e nella piena interpretazione della bella addormentata nel bosco, il sindaco Soddu si accorge che il Partito Sardo d’Azione ha stretto un accordo elettorale a livello nazionale. Accordo dal quale è scaturita proprio l’elezione del senatore in quota Partito Sardo, al quale lo stesso sindaco ha però richiesto aiuti economici da Roma pro Giunta Soddu», dice il Psd’Az. Il riferimento è a una lettera con una richiesta di aiuto per la situazione economica del Comune di Nuoro che Soddu avrebbe inviato al segretario e parlamentare Psd’Az e, dicono sempre in casa sardista, allo stesso ministro dell’Interno Salvini.
Quali sono allora le ragioni della crisi? «Il Partito Sardo d’Azione ha chiesto da tempo al sindaco di Nuoro una seria verifica di maggioranza», dice ancora la segreteria sardista, che chiede il riconoscimento del lavoro svolto dagli «assessori sardisti, dei cui risultati, da lui stesso definiti storici, si è fatta vanto la maggioranza tutta. Significa che chi lavora per Nuoro va premiato, chi non lavora deve essere sollevato dall’incarico». Il riferimento, oltre al carico da novanta che è gravato in questi mesi in particolare sull’assessore Sanna, responsabile da solo di Bilancio, Urbanistica e Ambiente, è rivolto alla presenza-assenza dell’assessore Maria Boi, che continua a figurare nell’elenco della giunta pur senza delega ma da tempo non partecipa alle riunioni.
Poi le accuse: «Al Partito Sardo non interessa né le rissa mediatica né, tantomeno, sostenere le carriere politiche regionali di avventurieri locali. Il sindaco ha necessità di scaricare il PSd’Az per accreditarsi nel centrosinistra regionale?». Il riferimento è all’ipotesi, più volte smentita dall’interessato, che Soddu si candidi alle regionali del 2019, ipotesi che su un altro terreno coinvolgerebbe il vice sindaco Sebastian Cocco che ha lasciato La Base (ormai salviniana) per approdare nell’Italia in Comune, il movimento fondato dal sindaco di Parma Pizzarotti. Sullo sfondo Nuoro, governata da una maggioranza precaria, ridotta ad appena un consigliere, in uno dei momenti più difficili degli ultimi anni.
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