Fede e tradizioni, festa grande per su Serbadore
di Alessandro Mele
Il coro Grazia Deledda anima uno degli appuntamenti più antichi e sentiti nel rione San Pietro
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NUORO. Tutto pronto in città per i festeggiamenti di una delle ricorrenze più antiche: la festa in onore di su Serbadore. Come da tradizione, domani, il quartiere di Santu Predu si animerà di storica devozione e di folklore. Alle 18:30 il trasferimento del simulacro dalla chiesetta de su Serbadore a quella di Nostra Signora del Rosario dove alle 19 si terrà la santa messa che sarà animata dal coro Grazia Deledda diretto da Paolo Puggioni. Al termine della liturgia si svolgerà la processione che partirà proprio dalla piazza del Rosario per snodarsi poi tra via Chironi, piazza San Carlo, via Sassari, via Alberto Mario, via Ferracciu, via Paganini, piazza della Vite e via Brusco Onnis prima di terminare in piazza su Serbadore. Al termine della processione con in testa il Cristo accompagnato dagli abiti tradizionali nuoresi e dal corteo di fedeli, si terrà un momento conviviale per tutti i presenti nel giardino adiacente all’antica chiesetta, organizzato dal coro Grazia Deledda che ormai da qualche anno cura e organizza vari aspetti della festa in ausilio alla parrocchia del Rosario. Monsignor Ottorino Alberti nella veste di storico, ricordava in un suo saggio quella che per ben cinque secoli è stata la sagra più importante della città, soppressa agli inizi del regime fascista nel 1926: «Ai tempi della Deledda – scriveva l’arcivescovo – la festa grande era quella di su Serbadore al quale era dedicata un’antica chiesetta alla periferia del paese. In questa occasione affluiva a Nuoro una grande folla anche dal paesi vicini, non solo per le funzioni religiose, ma anche per assistere o partecipare alla corsa di cavalli, che vedeva impegnati i migliori fantini della regione». Le origini della ricorrenza sono tuttora sconosciute, si sa però che la chiesetta del Salvatore dovrebbe risalire all’epoca bizantina. La festa entrò in crisi durante la prima guerra mondiale per difficoltà nel reperire i fondi senza i quali i nuoresi celebravano comunque la ricorrenza in sordina. Negli anni ’70 e fino ai primi anni ’90, grazie all’impegno e agli studi del compianto maestro Bobore Nuvoli ci fu una completa rinascita di questa festività particolarmente cara a tutti i nuoresi ma dal 1993 si tenne unicamente la festa religiosa, fino a quando nel 2011 venne riproposta anche la festa civile grazie all’impegno dell’associazione culturale coro Grazia Deledda.
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