La Nuova Sardegna

Nuoro

I commercianti adottano la piazza San Giovanni

di Luciano Piras
I commercianti adottano la piazza San Giovanni

Cura del verde pubblico con dieci quote per un totale di 2mila euro annuali Piredda (Ccn corso Garibaldi): «Dove il Comune non arriva, arriviamo noi»

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NUORO. Il Comune dorme e se non dorme resta con le mani in tasca? Ecco allora che sono i privati a rimboccarsi le maniche e ad aprire il portafoglio. Succede così che i commercianti del corso Garibaldi, stanchi di aspettare invano, si facciano carico del decoro urbano, a partire da piazza San Giovanni. «La pubblicità più efficace è sempre al verde! Questo è il claim che abbiamo deciso di utilizzare per intercettare e conquistare gli sponsor per costituire un gruppo di 10 che diventi il garante del verde di piazza San Giovanni» spiega Salvatore Piredda, professione designer, presidente del Centro commerciale naturale Corso Garibaldi e via limitrofe. Già individuata la ditta che per 2mila euro all’anno si occuperà della potatura delle piante come pure del ripristino dell’impianto irriguo e della cura delle aiuole, sono dieci gli sponsor che coprono le spese. «Un costo di 199 euro annuo, 0,5 euro al giorno! – sottolinea ancora Piredda –, per ogni sponsor che deciderà di aderire al progetto che, senza ombra di dubbio, potrebbe diventare un format declinabile e applicabile a tante altri interventi urbani».

La piazza San Giovanni, importante e strettamente connessa dal punto di vista commerciale al corso Garibaldi, diventerà il primo punto verde sostenuto da 10 sponsor che, acquistando uno spazio pubblicitario opportunamente inserito nel contesto della piazza, diventeranno i sostenitori e i garanti del verde pubblico. «Gli sponsor – va avanti il presidente del Ccn – avranno la possibilità di adottare il verde pubblico, veicolare il proprio brand attraverso azioni concrete e tangibili, tese al miglioramento estetico dei luoghi della nostra città». All’insegna della res publica, «gli sponsor diventano partner del verde cittadino. Un modo efficace per essere attivi e testimoni rappresentativi dell’attaccamento alla città. Dove l’amministrazione comunale non arriva, arriva l’azione concreta di chi lavora, di chi ha a cuore il senso estetico della città – insiste Piredda –. Come le radici sane di una pianta saldamente ancorate, così allo stesso modo, si vuole rappresentare (concettualmente) l’idea di attaccamento alla propria terra, che è casa, luogo della memoria e lascito per il futuro ai propri figli».

«Nuoro è brutta – provoca il presidente del Centro commerciale naturale –. Affrontare il dibattito implica il fatto che il “bello oggettivo non esiste”, ma esiste il rapido precipitare verso il brutto. In pochi, rari, chiari casi abbiamo esempi di coesione tra spazio abitativo e popolazione che ha il potere di umanizzare i luoghi. Un luogo ben curato, bello da vedere per chi lo vive o lo visita, diventa uno strumento “umanizzante” che ha la capacità di animare una strada, una piazza, un quartiere. Riesce ad animare una città. Sempre che ci si decida di volerlo diventare».

«Essere città – riprende il rappresentane dei commercianti – comporta uno sforzo disumano, vuol dire strutturare e progettare nuove radici che cerchino nuovi percorsi mai esplorati, coraggiosi, aggiornati e moderni. Vuol dire trovare l’equilibrio per essere funzionali a se stessi, proporzionati nelle forme, nelle scale, nei rapporti con le forme e le percezioni dei valori comuni. Uno spostamento prospettico fondamentale per ribaltare le deboli progettazioni: partire dal “senso” complesso di città per arrivare al quartiere. Modificare, cancellare, ridisegnare, costruire, spostare; questi le parole da usare. Dal verde di una piazza in pieno in centro vogliamo ripartire» chiude Salvatore Piredda.

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