Scoperta la più grande piantagione di marijuana
Bitti, 8mila piante in un terreno di 5mila metri quadrati: il valore stimato è di 3 milioni di euro
1 MINUTI DI LETTURA
BITTI. Un terreno di 5mila metri quadri nelle campagne di Bitti interamente coltivato a cannabis per un totale di 8mila, forse 10mila piante e un valore stimato di 3 milioni di euro. Per i carabinieri è la più grossa piantagione di marijuana mai sequestrata in Sardegna. L’hanno scoperta i militari del decimo nucleo elicotteri di Olbia mentre sorvolavano la zona, poi sono intervenuti i carabinieri del reparto squadriglie del comando provinciale di Nuoro e della compagna di Bitti, che hanno sequestrato a piantagione. Le indagini coordinate dalla procura del capoluogo barbaricino puntano ora a identificare i coltivatori e la rete collegata di spacciatori per smerciare la droga.
«È un fenomeno in espansione, in aumento esponenziale, è una delle attività principali della criminalità locale», spiega il maggiore Luigi Mereu, comandante del Nucleo investigativo di Nuoro che ha diretto le operazioni. «Spunti investigativi utili per lo sviluppo delle indagini – sottolinea il capitano Davide Gennaro, a capo della compagnia di Bitti – stanno arrivando grazie al coordinamento e alle informazioni raccolte dai diversi rami dell’Arma». La piantagione di Bitti è stata ritrovata all’interno di una proprietà privata: aveva un moderno impianto di irrigazione, nascosta da sguardi indiscreti dalla fitta vegetazione di querce da sughero e macchia mediterranea e solo grazie all’impiego del mezzo aereo e al coordinamento con le forze a terra è stato possibile individuarla.
«È un fenomeno in espansione, in aumento esponenziale, è una delle attività principali della criminalità locale», spiega il maggiore Luigi Mereu, comandante del Nucleo investigativo di Nuoro che ha diretto le operazioni. «Spunti investigativi utili per lo sviluppo delle indagini – sottolinea il capitano Davide Gennaro, a capo della compagnia di Bitti – stanno arrivando grazie al coordinamento e alle informazioni raccolte dai diversi rami dell’Arma». La piantagione di Bitti è stata ritrovata all’interno di una proprietà privata: aveva un moderno impianto di irrigazione, nascosta da sguardi indiscreti dalla fitta vegetazione di querce da sughero e macchia mediterranea e solo grazie all’impiego del mezzo aereo e al coordinamento con le forze a terra è stato possibile individuarla.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
