Crisi, la Città in Comune accorre in aiuto di Soddu
di Francesco Pirisi
Il gruppo pone come condizione il rilancio dei settori ambiente e servizi sociali Il consigliere Manca: «In questa fase Nuoro ha bisogno dell’apporto di tutti»
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Cinque mesi dopo l’allontanamento dall’attività amministrativa il gruppo La Città in Comune torna in campo per la soluzione della crisi politica. Ma pone delle condizioni al sindaco Andrea Soddu e agli alleati. «Chiediamo il rilancio del programma elettorale – spiega il capogruppo in consiglio comunale Paolo Manca – prima di tutto nelle parti che riguardano i servizi sociali e le politiche dell’ambiente. Altrimenti è meglio chiudere l’esperienza amministrativa». Le riunioni dove valutare questi e altri aspetti sono attive da una decina di giorni, tra le forze politiche vincitrici delle comunali del 2015. Mancano ancora al tavolo i sardisti, la cui presa di distanza delle ultime settimane ha fatto precipitare l’amministrazione, priva di una maggioranza politica. Non senza conseguenze effettive, considerato che mancano all’appello le approvazioni degli equilibri di bilancio e del conto consuntivo 2017. Le decisioni sono state rinviate a dopo Ferragosto, e nel frattempo si cerca di trovare subito la quadratura del cerchio politico. Anche perché, se sono tanti i momenti di difficoltà che vive il comune capoluogo, questo è uno tra i più complicati.
Dopo la notizia del blocco da parte del governo del piano delle periferie, la vertenza con Roma sembra inevitabile. L’obiettivo è di opporre un municipio con un’amministrazione in funzione, tanto che la Città in Comune chiama a raccolta le forze, a iniziare proprio dal Psd’Az: «Non conosco i motivi dei loro malumori, ma credo che oggi Nuoro abbia bisogno dell’apporto di tutti»: dice Paolo Manca. Il capogruppo rifiuta l’idea che il quadro si debba rompere per i singoli disegni politici in vista delle regionali del 2019: «Qualsivoglia governo ci sia a Roma o alla Regione, il comune deve poter soddisfare le proprie necessità» ribadisce.
E riguardo alle ultime dispute, sui fronti del centro-destra e dello schieramento opposto, dove si danno per presenti rispettivamente il Psd’Az e il sindaco Soddu, Manca chiude con una bacchettata: «Credo che l’atteggiamento migliore sia che ognuno guardi in casa propria». Prima di tornare a quell’impegno per la città verso il quale i dirigenti della Città in Comune giurano di riversare ogni pensiero e preoccupazione: «Non credo che qualcuno possa smentire il fatto che la nostra posizione sia stata dettata dalla necessità di essere rispettosi del mandato avuto dagli elettori». Per il movimento civico non contraddirebbe questo atteggiamento il fatto di non avere accettato la scelta di Soddu di fare transitare il loro assessore, Maria Boi, dagli Affari generali ai Servizi sociali, che poi è apparso il motivo scatenante della rottura di febbraio: «Ma solo perché è stata la prova della mancata concertazione di soluzioni e metodi». L’assessora si è sfilata per tutti i mesi successivi, oggi i tempi sembrano maturi per chiudere il contenzioso. I voti della Città in Comune sono preziosi come non mai, per dare alla città un governo e al sindaco la possibilità di evitare una conclusione anticipata che saprebbe di disfatta. Manca ritiene che la cosa si possa fare: «Maggior attenzione al sociale – precisa – a iniziare dalla realizzazione della Rsa. Altra cosa, l’igiene urbana, per la quale si sarebbe potuto fare di più».
Dopo la notizia del blocco da parte del governo del piano delle periferie, la vertenza con Roma sembra inevitabile. L’obiettivo è di opporre un municipio con un’amministrazione in funzione, tanto che la Città in Comune chiama a raccolta le forze, a iniziare proprio dal Psd’Az: «Non conosco i motivi dei loro malumori, ma credo che oggi Nuoro abbia bisogno dell’apporto di tutti»: dice Paolo Manca. Il capogruppo rifiuta l’idea che il quadro si debba rompere per i singoli disegni politici in vista delle regionali del 2019: «Qualsivoglia governo ci sia a Roma o alla Regione, il comune deve poter soddisfare le proprie necessità» ribadisce.
E riguardo alle ultime dispute, sui fronti del centro-destra e dello schieramento opposto, dove si danno per presenti rispettivamente il Psd’Az e il sindaco Soddu, Manca chiude con una bacchettata: «Credo che l’atteggiamento migliore sia che ognuno guardi in casa propria». Prima di tornare a quell’impegno per la città verso il quale i dirigenti della Città in Comune giurano di riversare ogni pensiero e preoccupazione: «Non credo che qualcuno possa smentire il fatto che la nostra posizione sia stata dettata dalla necessità di essere rispettosi del mandato avuto dagli elettori». Per il movimento civico non contraddirebbe questo atteggiamento il fatto di non avere accettato la scelta di Soddu di fare transitare il loro assessore, Maria Boi, dagli Affari generali ai Servizi sociali, che poi è apparso il motivo scatenante della rottura di febbraio: «Ma solo perché è stata la prova della mancata concertazione di soluzioni e metodi». L’assessora si è sfilata per tutti i mesi successivi, oggi i tempi sembrano maturi per chiudere il contenzioso. I voti della Città in Comune sono preziosi come non mai, per dare alla città un governo e al sindaco la possibilità di evitare una conclusione anticipata che saprebbe di disfatta. Manca ritiene che la cosa si possa fare: «Maggior attenzione al sociale – precisa – a iniziare dalla realizzazione della Rsa. Altra cosa, l’igiene urbana, per la quale si sarebbe potuto fare di più».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
