Il ministro della Cultura alla festa del Redentore
di Luciano Piras
Alberto Bonisoli in città per due giorni. Potrebbe arrivare anche Paolo Savona Il sindaco: «Siamo orgogliosi». L’assessore Cocco: «Un riconoscimento»
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NUORO. «Ci fa molto piacere che il ministro della Cultura abbia deciso di venire alla festa del Redentore e partecipare a un evento così importante per la nostra città». Il sindaco Andrea Soddu è entusiasta di poter ospitare la prima uscita ufficiale in Sardegna del ministro Alberto Bonisoli. L’esponente del Governo Conte, infatti, sarà a Nuoro i prossimi 25 e 26 agosto, sabato e domenica, in occasione della 118ª sagra del Redentore. Probabile l’arrivo anche del ministro per gli Affari europei Paolo Savona, che approfitterebbe di una breve vacanza nella sua Sardegna per fare un salto nel capoluogo della Barbagia. Per il ministro per i Beni e le attività culturali, invece, si tratterebbe di una visita solenne programmata dopo i passaggi a Pompei e nelle zone terremotate del centro Italia. Due giorni a Nuoro per vedere dal vivo la sfilata delle maschere tradizionali prima e il corteo dei costumi dell’isola l’indomani mattina. Una occasione, soprattutto, per il ministro Bonisoli di conoscere e toccare con mano la vita dell’Atene sarda.
«Il suo interesse mostrato per Nuoro, all’indomani della candidatura a Nuoro Capitale della cultura 2020 – va avanti il sindaco Soddu –, ci rende molto orgogliosi e ci conferma ancora una volta quanto la ricchezza culturale di questo territorio possa essere una leva importante di crescita e sviluppo per tutta la Sardegna».
«È un riconoscimento per tutto il movimento che c’è stato nella corsa per Nuoro2020» sottolinea il vice sindaco nonché assessore comunale della Cultura Sebastian Cocco. Non a caso a fare da Cicerone al ministro Bonisoli potrebbe essere lo scrittore nuorese Marcello Fois, nel gruppo di lavoro al dossier che ha portato Nuoro a sfiorare l’ambito titolo andato poi a Parma. Ma a fare da “guida turistica d’eccezione” potrebbe anche essere il designer Flavio Manzoni, anche lui nuorese e tra i primi sostenitori della candidatura a Capitale italiana della cultura 2020. Nelle ultime ore circolano poi i nomi di altri due nuoresi illustri: Nevina Satta, direttrice della Fondazione Sardegna Film Commission, e Gavino Murgia, musicista, polistrumentista. Entrambi in grado di svelare al ministro i segreti di Nuoro. Dettagli, tuttavia, di un programma che resterà top secret fino a un istante prima della festa. «Certo è che da parte nostra cercheremo di coinvolgere tutte le forze in campo» spiega l’assessore Cocco. Pronto da un lato a presentare i gioielli culturali di Nuoro al ministro Bonisoli (dal Museo Man alla Casa Deledda, all’Etnografico) come pure ad evidenziargli le difficoltà (Museo Tribu) e le emergenze (biblioteca Satta). Nel tavolo del confronto ci sarà spazio sicuramente anche per il Polo universitario. «Sarà l’occasione per presentare al ministro una sorta di Piano Marshall per la cultura. La cultura: questo abbiamo e su questo dobbiamo puntare» insiste Cocco. «Proporrò al ministro di lanciare anche un’altra sfida tutta italiana tra le città medie» anticipa il vice sindaco. Già impegnato a organizzare il programma che a settembre riunirà a Nuoro le dieci città finaliste selezionate per aggiudicarsi il titolo di Capitale italiana della cultura 2020 (oltre Nuoro e Parma, Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso).
«Il suo interesse mostrato per Nuoro, all’indomani della candidatura a Nuoro Capitale della cultura 2020 – va avanti il sindaco Soddu –, ci rende molto orgogliosi e ci conferma ancora una volta quanto la ricchezza culturale di questo territorio possa essere una leva importante di crescita e sviluppo per tutta la Sardegna».
«È un riconoscimento per tutto il movimento che c’è stato nella corsa per Nuoro2020» sottolinea il vice sindaco nonché assessore comunale della Cultura Sebastian Cocco. Non a caso a fare da Cicerone al ministro Bonisoli potrebbe essere lo scrittore nuorese Marcello Fois, nel gruppo di lavoro al dossier che ha portato Nuoro a sfiorare l’ambito titolo andato poi a Parma. Ma a fare da “guida turistica d’eccezione” potrebbe anche essere il designer Flavio Manzoni, anche lui nuorese e tra i primi sostenitori della candidatura a Capitale italiana della cultura 2020. Nelle ultime ore circolano poi i nomi di altri due nuoresi illustri: Nevina Satta, direttrice della Fondazione Sardegna Film Commission, e Gavino Murgia, musicista, polistrumentista. Entrambi in grado di svelare al ministro i segreti di Nuoro. Dettagli, tuttavia, di un programma che resterà top secret fino a un istante prima della festa. «Certo è che da parte nostra cercheremo di coinvolgere tutte le forze in campo» spiega l’assessore Cocco. Pronto da un lato a presentare i gioielli culturali di Nuoro al ministro Bonisoli (dal Museo Man alla Casa Deledda, all’Etnografico) come pure ad evidenziargli le difficoltà (Museo Tribu) e le emergenze (biblioteca Satta). Nel tavolo del confronto ci sarà spazio sicuramente anche per il Polo universitario. «Sarà l’occasione per presentare al ministro una sorta di Piano Marshall per la cultura. La cultura: questo abbiamo e su questo dobbiamo puntare» insiste Cocco. «Proporrò al ministro di lanciare anche un’altra sfida tutta italiana tra le città medie» anticipa il vice sindaco. Già impegnato a organizzare il programma che a settembre riunirà a Nuoro le dieci città finaliste selezionate per aggiudicarsi il titolo di Capitale italiana della cultura 2020 (oltre Nuoro e Parma, Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso).
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