La crisi, il Psd’Az insiste «Azzeriamo la giunta»
di Francesco Pirisi
Nuovo vertice di maggioranza questa mattina per tentare di uscire dallo stallo La capogruppo Camarda: «E’ il punto chiave prima di qualsiasi confronto»
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NUORO. Questa mattina i partiti della coalizione si rivedono in municipio per verificare la possibilità di rilanciare la maggioranza. L’operazione è tutta da costruire. Il Psd’Az nelle settimane passate ha fatto mancare il suo appoggio, in polemica col sindaco Andrea Soddu. Posizione non mutata, anche se i sardisti sono tornati al tavolo delle trattative. Ma con precise condizioni. Il capogruppo in consiglio comunale, Claudia Camarda: «Ribadiamo la richiesta dell’azzeramento della giunta, prima di confrontarci sul sé e il come della ricomposizione del quadro politico. Se la condizione non sarà già un dato di fatto, credo che anche questa mattina non si andrà al di là dei convenevoli». Molta decisione, senza nascondere anche di poter pensare male: «Il sindaco e qualche gruppo consiliare ci hanno messo fuori causa, con modi anche poco delicati. Non è che ora ci vogliono di nuovo dentro solo perché gli mancano i numeri?».
Oggi al tavolo siederanno, insieme al gruppo Scegliamo Nuoro, guidato dallo stesso Soddu, e ai sardisti, i rappresentanti di Ripensiamo Nuoro, la Città in Comune e Italia in Comune, che annovera i consiglieri ex La Base. Coalizione, vincitrice delle elezioni del 2015, che sembra sul punto di recuperare i due consiglieri della Città in Comune, freddi con Soddu e la coalizione perché non soddisfatti degli esisti della verifica di metà mandato. Motivazioni di fondo a parte, la riunione in maggioranza dei tre consiglieri sardisti si propone comunque essenziale nel nome del programma amministrativo e tenere botta ogni qualvolta le questioni possono portare anche a piccole differenziazioni interne. Ma soprattutto per parare gli attacchi dell’opposizione. Il Psd’Az non vorrebbe farne motivo di forza o ricatto: «La mia priorità, che è poi quella del partito, è di dare riposte ai bisogni amministrativi della città», aggiunge la consigliera Camarda. Questo è uno dei motivi per sedersi al tavolo della maggioranza in ricostruzione.
L’altro è più politico. Rispetto al quale il Psd’Az col suo capogruppo spende meno certezze sul risultato: «Confrontarsi è giusto, anche per chiarire i motivi dello scontro interno. Per poi decidere se per il bene della città è meglio continuare o chiudere anzitempo il mandato». Gli assetti di giunta non saranno tuttavia ininfluenti. Perché lì si sono concentrate alcune delle ragioni della rottura.
La richiesta, non esaudita, di un terzo assessorato (in aggiunta alle deleghe di Giuliano Sanna e Antonio Belloi) avrebbe portato i sardisti a rompere il patto. Claudia Camarda replica con un’accusa uguale, ma con opposto senso di marcia: «Gli assessorati e la titolarità di enti esterni li hanno chiesti in tanti, anche se qualcuno vuole rappresentarsi come la mosca bianca della situazione. Vero è, invece, che la giunta così com’era alla fine, con assessori dimissionari o autosospesi, non poteva andare avanti. L’abbiamo fatto sapere al sindaco anche con una lettera privata, che però non avuto riscontro». Azzerare è un obbligo, dice il Psd’Az. Ma anche una necessità, considerato che sono legati al tipo di rappresentanza nell’esecutivo i problemi sollevati dalla Città in Comune e il gruppo Ripensiamo Nuoro che, pur con il cambio di delega a febbraio per l’assessore Marcello Seddone, non ha trovato pace. I sardisti, nel caso fossero della partita, riconfermeranno la richiesta di posti chiave. Perché dice Camarda, «solo la gestione degli assessorati e degli enti consente di portare avanti il programma elettorale».
Oggi al tavolo siederanno, insieme al gruppo Scegliamo Nuoro, guidato dallo stesso Soddu, e ai sardisti, i rappresentanti di Ripensiamo Nuoro, la Città in Comune e Italia in Comune, che annovera i consiglieri ex La Base. Coalizione, vincitrice delle elezioni del 2015, che sembra sul punto di recuperare i due consiglieri della Città in Comune, freddi con Soddu e la coalizione perché non soddisfatti degli esisti della verifica di metà mandato. Motivazioni di fondo a parte, la riunione in maggioranza dei tre consiglieri sardisti si propone comunque essenziale nel nome del programma amministrativo e tenere botta ogni qualvolta le questioni possono portare anche a piccole differenziazioni interne. Ma soprattutto per parare gli attacchi dell’opposizione. Il Psd’Az non vorrebbe farne motivo di forza o ricatto: «La mia priorità, che è poi quella del partito, è di dare riposte ai bisogni amministrativi della città», aggiunge la consigliera Camarda. Questo è uno dei motivi per sedersi al tavolo della maggioranza in ricostruzione.
L’altro è più politico. Rispetto al quale il Psd’Az col suo capogruppo spende meno certezze sul risultato: «Confrontarsi è giusto, anche per chiarire i motivi dello scontro interno. Per poi decidere se per il bene della città è meglio continuare o chiudere anzitempo il mandato». Gli assetti di giunta non saranno tuttavia ininfluenti. Perché lì si sono concentrate alcune delle ragioni della rottura.
La richiesta, non esaudita, di un terzo assessorato (in aggiunta alle deleghe di Giuliano Sanna e Antonio Belloi) avrebbe portato i sardisti a rompere il patto. Claudia Camarda replica con un’accusa uguale, ma con opposto senso di marcia: «Gli assessorati e la titolarità di enti esterni li hanno chiesti in tanti, anche se qualcuno vuole rappresentarsi come la mosca bianca della situazione. Vero è, invece, che la giunta così com’era alla fine, con assessori dimissionari o autosospesi, non poteva andare avanti. L’abbiamo fatto sapere al sindaco anche con una lettera privata, che però non avuto riscontro». Azzerare è un obbligo, dice il Psd’Az. Ma anche una necessità, considerato che sono legati al tipo di rappresentanza nell’esecutivo i problemi sollevati dalla Città in Comune e il gruppo Ripensiamo Nuoro che, pur con il cambio di delega a febbraio per l’assessore Marcello Seddone, non ha trovato pace. I sardisti, nel caso fossero della partita, riconfermeranno la richiesta di posti chiave. Perché dice Camarda, «solo la gestione degli assessorati e degli enti consente di portare avanti il programma elettorale».
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