Appello per i vigili del fuoco volontari
Parte la battaglia per la stabilizzazione. Pittalis (FI): interrogazione al ministro
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NUORO. Il primo, e finora unico, ad aver raccolto l’appello lanciato dai vigili del fuoco volontari di Nuoro è il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis. Che invita comunque tutti i suoi colleghi parlamentari, «sia della minoranza sia della maggioranza, a fare propria questa battaglia contro la precarietà e a favore, invece, di un nuovo modo di porsi nello scenario del mondo del lavoro». «Alla ripresa delle attività delle Camere – annuncia Pittalis –, presenterò una apposita interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Salvini». «Le recenti dichiarazioni di Salvini (dopo la tragedia di Genova, ndr) – spiega subito Gianluca Bardeglinu, vigile del fuoco volontario – hanno ridato una speranza ai vigili del fuoco discontinui, in vista di una stabilizzazione per la quale saranno richiesti 120 giorni di servizio espletati negli ultimi tre anni». È lui, Bardeglinu, che a nome di un nutrito gruppo dei 250 volontari barbaricini ha mandato una lettera-appello ai politici sardi. Bardeglinu è anche uno dei tecnici dei Gruppi sportivi che allena e prepara i vigili del fuoco o aspiranti per i concorsi o volontari e discontinui per la stabilizzazione a superare le prove ginniche. Un ruolo che ricopre a titolo gratuito, «anzi volontario» precisa lui stesso.
«Il comando di Nuoro, assieme alla stragrande maggioranza dei comandi sardi – sottolinea Bardeglinu – hanno ridotto a zero i richiami. Ciò equivale a dire che i sardi, rispetto alle altre regioni d’Italia, cadranno agli ultimi posti nella graduatoria sempre che riescano ad accedervi e tutto ciò con sorriso e gaudio dei sindacati che non riconoscendoci come categoria, plaudono a tale decisione. Data la sordità da parte delle autorità competenti ci siamo rivolti alla politica, dato il trattamento avuto dai sardi rispetto alle altre regioni d’Italia (a Roma per esempio ci sono dei sardi che fanno servizio per 160 giorni all'anno). A tutti sembrava fare comodo il nostro silenzio: adesso è venuta l’ora di romperlo».
Da qui la decisione di mandare una lettera ai politici sardi, ai parlamentari in primis. «Chiediamo alla politica – scrivono i vigili del fuoco volontari di Nuoro – di mostrare sensibilità al tema e a mettersi in moto per salvare una causa tristemente sarda con la speranza che i richiami riprendano durante tutto l’arco dell’anno. Considerati i requisiti di punteggio in vista della procedura di stabilizzazione messa in atto, valga questo documento come prova della nostra disponibilità al richiamo in servizio». Una precisazione, qualora ce ne fosse bisogno. (l.p.)
«Il comando di Nuoro, assieme alla stragrande maggioranza dei comandi sardi – sottolinea Bardeglinu – hanno ridotto a zero i richiami. Ciò equivale a dire che i sardi, rispetto alle altre regioni d’Italia, cadranno agli ultimi posti nella graduatoria sempre che riescano ad accedervi e tutto ciò con sorriso e gaudio dei sindacati che non riconoscendoci come categoria, plaudono a tale decisione. Data la sordità da parte delle autorità competenti ci siamo rivolti alla politica, dato il trattamento avuto dai sardi rispetto alle altre regioni d’Italia (a Roma per esempio ci sono dei sardi che fanno servizio per 160 giorni all'anno). A tutti sembrava fare comodo il nostro silenzio: adesso è venuta l’ora di romperlo».
Da qui la decisione di mandare una lettera ai politici sardi, ai parlamentari in primis. «Chiediamo alla politica – scrivono i vigili del fuoco volontari di Nuoro – di mostrare sensibilità al tema e a mettersi in moto per salvare una causa tristemente sarda con la speranza che i richiami riprendano durante tutto l’arco dell’anno. Considerati i requisiti di punteggio in vista della procedura di stabilizzazione messa in atto, valga questo documento come prova della nostra disponibilità al richiamo in servizio». Una precisazione, qualora ce ne fosse bisogno. (l.p.)
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