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Nuoro

«A Nuoro contro lo spopolamento servono nuovi impiegati statali»

Valeria Gianoglio
«A Nuoro contro lo spopolamento servono nuovi impiegati statali»

La Cisl-Fp provinciale lancia un appello alla ministra Giulia Bongiorno: «Troppi presidi chiusi e uffici sguarniti: serve subito un freno a questa deriva»

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NUORO. «Signor ministro, le chiediamo di prendere in seria considerazione l’opportunità di destinare un congruo numero dei nuovi posti di lavoro al Nuorese». Ha colto la palla al balzo, la Cisl Funzione pubblica di Nuoro: nei giorni scorsi, dopo aver sentito le parole del ministro Giulia Bongiorno che annunciava una maxi infornata di 450mila assunzioni nel settore della pubblica amministrazione, il segretario provinciale del sindacato, Giorgio Mustaro, ha pensato alla difficile situazione di tanti uffici nel Nuorese, alla chiusura, più volte denunciata, negli ultimi anni, di tanti presidi dello Stato nel territorio, alla fuga di tanti giovani disperati e senza lavoro. Così ha deciso di scrivere una lettera alla responsabile del dicastero romano. Il rappresentante sindacale parte da una premessa che affonda le radici in dati sconfortanti: in diversi enti pubblici di Nuoro e del resto del territorio – ricorda – le ultime assunzioni fatte risalgono al tempo che fu. «Risalgono – spiega Mustaro – alla fine degli anni ’70, con la legge 285 del ’77, denominata “legge per l’occupazione giovanile”. Quel provvedimento speciale servì per dare una risposta concreta al malessere sociale che in quegli anni viveva il nostro paese. In quell’occasione anche le pubbliche amministrazioni nuoresi beneficiarono dell’intervento straordinario, ricostruendo interi apparati dello Stato ormai sguarniti. Inoltre, attraverso il rappresentante del governo per la Regione Sardegna, furono banditi concorsi riservati agli uffici della nostra isola».

Il risultato di quella legge, come spiega Mustaro, fu che decine e decine di candidati sardi furono assunti nelle pubbliche amministrazioni, e per tanti uffici del Nuorese, e per altrettante famiglie, questa maxi infornata rappresentò una vera boccata d’ossigeno e con essa una nuova speranza nel futuro. Quel provvedimento, aggiunge il sindacalista della Cisl-Fp «permise ai candidati sardi di essere assunti nelle nostre amministrazioni ed evitò che giovani di altre regioni beneficiassero di queste opportunità di lavoro. Forse sono procedure difficili da mettere in campo ma crediamo che se esiste la volontà politica, si possano “favorire” le migliaia di ragazzi sardi che aspirano ad un lavoro con la certezza che potranno restare nella propria terra». Le assunzioni, dunque, secondo il sindacato provinciale, costituirebbero un vero freno all’esodo di tantissimi giovani del Nuorese e un freno anche allo spopolamento continuo e inesorabile di tutto il territorio. Ma non basta. «Signor Ministro – prosegue il rappresentante della Cisl-Fp, Mustaro – la nostra richiesta oltre che guardare alla nuova occupazione, è interessata anche a far accrescere il livello qualitativo dei servizi che vengono resi ai cittadini sardi. Parliamo di giustizia, istruzione, sanità, previdenza, sicurezza, fisco, beni culturali, difesa, protezione civile, servizi alle persone (malati, anziani, giovani, donne)».

Perché proprio la carenza di organico in tutti quei settori, come denota ancora la Cisl-Funzione pubblica provinciale, «per ovvi motivi, riduce i livelli qualitativi delle prestazioni che gli utenti del nostro territorio attendono dallo Stato e dai suoi enti. Sarebbe molto bello se, nel corso di una visita che Lei vorrà programmare, si potesse concordare un incontro nel quale confrontarci su questi temi e ragionare per trovare insieme soluzioni per dare, finalmente, le risposte che, ormai da troppo tempo, la nostra gente ci chiede».

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