La Nuova Sardegna

Nuoro

Arra getta subito la spugna e lascia la giunta camerale

Camera di commercio, domani si torna ancora al voto per eleggere un sostituto La minoranza passa all’attacco. La maggioranza va avanti forte dei numeri

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NUORO. Non c’è pace alla Camera di commercio di Nuoro. A meno di un mese dalla rielezione dei suoi componenti, la nuova giunta camerale perde pezzi. «Nonostante avesse assicurato la piena disponibilità alla candidatura, il consigliere Vito Arra, eletto in giunta il 13 luglio per il settore artigianato, ha rassegnato le sue dimissioni motivandole con gli “intensi impegni lavorativi a cui si sommano quelli derivanti dall’incarico di consigliere dell’Aspen”. Sic!». Usano l’ironia, le cinque componenti che hanno dichiarato guerra ai vertici dopo essere state tagliate fuori dalle ultime elezioni. «Ciò porterà all’ennesima votazione per la giunta, la terza nel giro di pochi mesi, un fatto senza precedenti – sottolineano Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato e Confindustria –. Il consiglio camerale infatti è stato convocato per domani venerdì 31 agosto per eleggere un nuovo componente della giunta in sostituzione di Arra per il settore artigianato. È facile prevedere che sarà eletta al suo posto Sara Marotto, già vicepresidente nella prima giunta (“illegittimamente” secondo la versione delle cinque sigle ricorrenti, ndr) eletta ad aprile, e che nella seconda elezione di luglio era stata messa da parte per salvaguardare il posto di Simona Tidu».

«In quella occasione infatti il presidente Agostino Cicalò e le tre associazioni che lo sostengono, Confcommercio Confesercenti e Cna, avevano orientato i propri voti verso Vito Arra e Simona Tidu impedendo così l’elezione di Giuseppe Pireddu, rappresentante di Confartigianato ed espressione dello schieramento contrapposto. Pireddu (che alla prima votazione ha ottenuto gli stessi voti di Arra) avrebbe avuto i numeri per entrare in giunta se al posto di Arra le associazioni di maggioranza avessero candidato Sara Marotto, così come è nelle loro reali intenzioni».

«Questo ennesimo atto del teatrino in corso alla Camera di commercio certifica che le elezioni del 13 luglio scorso sono state una farsa, giocata all’ombra di tatticismi e giochetti di potere espressione della peggior politica. Dopo aver illegittimamente adottato alla prima elezione del 24 aprile un sistema di votazione erroneo, poi corretto per evitare le conseguenze del ricorso al Tar presentato dalle nostre cinque associazioni, al consiglio del 13 luglio il presidente Cicalò e le tre associazioni della sua maggioranza hanno messo in scena una presa in giro per evitare l’elezione in giunta del rappresentante di Confartigianato, espressione dello schieramento contrapposto, al fine di assicurarsi così tutti i ruoli di potere e spartirsi più facilmente nomine e incarichi».

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