Capello torna in città: «Ma penso sempre alla tragedia di Genova»
di Pietro Rudellat
NUORO. A poco meno di un mese dal crollo del ponte Morandi di Genova, Davide Capello (nella foto), uno dei sopravvissuti alla tragedia, ha fatto ritorno a Nuoro, dalla sua famiglia per qualche giorno...
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NUORO. A poco meno di un mese dal crollo del ponte Morandi di Genova, Davide Capello (nella foto), uno dei sopravvissuti alla tragedia, ha fatto ritorno a Nuoro, dalla sua famiglia per qualche giorno di riposo. Una tragedia che ha segnato il giovane vigile del fuoco nuorese che da subito si è sentito un miracolato «perché qualcuno da lassù mi ha protetto facendo si che mi potessi salvare». Capello, che è vigile del fuoco a Savona, era sul ponte con la sua auto quando il viadotto ha ceduto ed è precipitato dopo un volo pauroso, ma è riuscito a sopravvivere e ora cerca di riprendere pian piano la sua vita. «Sto facendo le cure che mi sono state prescritte – dice – e fra pochi giorni, al mio ritorno in Liguria dovrò fare una nuova risonanza alla schiena e portare avanti la terapia psicologica. È trascorso quasi un mese da quel fatidico giorno e piano piano sto cercando di tornare alla vita normale. So che ci vorrà del tempo e non ho fretta. Devo ancora sottopormi a controlli accurati e poi finalmente potrò riprendere il mio posto fra i vigili del fuoco».
A proposito dei vigili, i tuoi colleghi ti sono sempre stati vicini.
«Sì fin dal primo momento, quando da dentro la mia auto precipitata dal ponte li ho chiamati. In quei momenti mi hanno aiutato a ragionare e uscire dall’auto. Poi tutti mi sono stati vicini durante il ricovero in ospedale e ancora oggi non mi fanno mancare il loro sostegno. Hanno saputo darmi la forza di ricominciare, il nostro è un rapporto molto forte, una amicizia vera».
Adesso sei a Nuoro.
«Sono arrivato per stare un po’ con la mia famiglia e i miei amici. Non riuscirò a trattenermi che pochi giorni, ma già questo è importante. Poi devo cercare di tornare alla vita normale, quella di tutti i giorni. So bene che sarà impossibile per me dimenticare questa tragedia. Mi ricordo la strada venire giù, è stato uno choc terribile e ancora oggi non sono riuscito ancora a capire come la mia auto non sia stata schiacciata. Come ho detto subito dopo la mia strada non era conclusa e dovrò cercare ora di percorrerla al meglio. Il mio pensiero va alle quarantatré vittime e alle loro famiglie».
Intanto sul piano sportivo per Davide è arrivata una piacevole e importante novità: il Genoa lo ha voluto nel proprio staff tecnico delle giovanili come preparatore dei portieri. Non si tratta di un regalo o di un tributo dopo la tragedia, perché Davide aveva già avuto degli incontri con i rappresentanti del club rossoblu e c’era già un accordo di massima. Un accordo soltanto rimandato da una immane tragedia, ma che i rossoblu hanno deciso di onorare con la massima serietà. «La collaborazione con il Genoa – conferma Capello – era già programmata e infatti quel giorno stavo andando a perfezionare la documentazione con la dirigenza. Per me è un importante ritorno alla normalità ed è un riconoscimento che mi gratifica. Lascio il calcio giocato e passo ad allenare i portieri dell’attività di base del Genoa. Sono contento che, appena ristabilito completamente, potrò iniziare questa nuova avventura». Del ritorno a casa di Davide parla il padre Franco, ex vigile del fuoco. «Siamo felici di averlo con noi a casa anche solo per pochi giorni. Con mia moglie e mia figlia ci stiamo riprendendo dal grande spavento e adesso siamo più sereni. Quello che interessa ora è che Davide possa reagire al meglio e noi gli staremo vicini per aiutarlo. Lui è forte e so che ce la farà. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno chiamato e mi sono stati vicini in questo momento. Sono stati tantissimi quelli che mi hanno dimostrato la loro vicinanza, di persona o con messaggi e telefonate. Grazie a tutti davvero di cuore».
A proposito dei vigili, i tuoi colleghi ti sono sempre stati vicini.
«Sì fin dal primo momento, quando da dentro la mia auto precipitata dal ponte li ho chiamati. In quei momenti mi hanno aiutato a ragionare e uscire dall’auto. Poi tutti mi sono stati vicini durante il ricovero in ospedale e ancora oggi non mi fanno mancare il loro sostegno. Hanno saputo darmi la forza di ricominciare, il nostro è un rapporto molto forte, una amicizia vera».
Adesso sei a Nuoro.
«Sono arrivato per stare un po’ con la mia famiglia e i miei amici. Non riuscirò a trattenermi che pochi giorni, ma già questo è importante. Poi devo cercare di tornare alla vita normale, quella di tutti i giorni. So bene che sarà impossibile per me dimenticare questa tragedia. Mi ricordo la strada venire giù, è stato uno choc terribile e ancora oggi non sono riuscito ancora a capire come la mia auto non sia stata schiacciata. Come ho detto subito dopo la mia strada non era conclusa e dovrò cercare ora di percorrerla al meglio. Il mio pensiero va alle quarantatré vittime e alle loro famiglie».
Intanto sul piano sportivo per Davide è arrivata una piacevole e importante novità: il Genoa lo ha voluto nel proprio staff tecnico delle giovanili come preparatore dei portieri. Non si tratta di un regalo o di un tributo dopo la tragedia, perché Davide aveva già avuto degli incontri con i rappresentanti del club rossoblu e c’era già un accordo di massima. Un accordo soltanto rimandato da una immane tragedia, ma che i rossoblu hanno deciso di onorare con la massima serietà. «La collaborazione con il Genoa – conferma Capello – era già programmata e infatti quel giorno stavo andando a perfezionare la documentazione con la dirigenza. Per me è un importante ritorno alla normalità ed è un riconoscimento che mi gratifica. Lascio il calcio giocato e passo ad allenare i portieri dell’attività di base del Genoa. Sono contento che, appena ristabilito completamente, potrò iniziare questa nuova avventura». Del ritorno a casa di Davide parla il padre Franco, ex vigile del fuoco. «Siamo felici di averlo con noi a casa anche solo per pochi giorni. Con mia moglie e mia figlia ci stiamo riprendendo dal grande spavento e adesso siamo più sereni. Quello che interessa ora è che Davide possa reagire al meglio e noi gli staremo vicini per aiutarlo. Lui è forte e so che ce la farà. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno chiamato e mi sono stati vicini in questo momento. Sono stati tantissimi quelli che mi hanno dimostrato la loro vicinanza, di persona o con messaggi e telefonate. Grazie a tutti davvero di cuore».
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