Macomer, scontro sulla Protezione civile
di Giulia Serra
I sindacati Cgil, Cisl e Uil mettono sotto accusa il Comune che ha approvato il nuovo regolamento
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MACOMER. «Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl disconoscono il regolamento approvato dal consiglio comunale di Macomer perché ha disatteso completamente gli impegni presi, vanificando il lavoro del tavolo tecnico e riportando il servizio di Protezione civile ad un livello di approssimazione tale che sono inevitabili le conseguenze negative, con responsabilità che sono da considerare esclusivamente in capo ai dirigenti e all’amministrazione». Così si legge in una nota diffusa dai sindacati territoriali per annunciare la proclamazione dello stato di agitazione del personale e la richiesta di revoca del provvedimento. La materia del contendere è il nuovo regolamento comunale che, secondo i rappresentanti delle tre sigle sindacali, sarebbe stato stravolto e snaturato in alcune delle sue parti essenziali rispetto alla bozza condivisa nel tavolo tecnico. In particolare, si punta il dito «sulle attività di coordinamento e supporto al sindaco che – si legge nella nota – non sono più assegnate ai dirigenti del Comune, ma in capo ai funzionari e ai dipendenti in regime di reperibilità che, in tal modo, sono investiti di responsabilità che esulano dalla loro figura professionale, peraltro non riconoscendogli alcuna correlata remunerazione». Per questo i sindacati diffidano l’ amministrazione dal rendere esecutiva la delibera e chiedono di riaprire un confronto . Non solo, il campo si allarga alla richiesta di liquidare gli emolumenti dovuti ai dipendenti per l’attività di Protezione Civile svolta nel mese di ottobre 2017 e da gennaio 2018 fino al mese di agosto. «Respingiamo al mittente la richiesta di revoca – è la risposta dell’assessore Andrea Rubattu – lo strumento adottato è perfettibile, ma da qui a non adottarlo ce ne passa. Dopo aver acquisito il parere giuridico del segretario comunale – spiega – abbiamo rivisto la parte dei corrispettivi economici, per i quali si rimanda alla legge nazionale, perché non esiste da nessuna parte un regolamento di Protezione civile che stabilisca le spettanze per i componenti del Coc. Per quanto riguarda le spettanze pregresse, ho già detto ai dipendenti che ci stiamo impegnando per la liquidazione del dovuto».
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