Cpr, il sindaco al governo: «Gli impegni si rispettano»
di Giulia Serra
Le modifiche alle norme sui migranti preoccupano Succu e la giunta di Macomer «Siamo stati leali e pretendiamo altrettanto». La struttura operativa dal 2019
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MACOMER. Il Cpr, vale a dire quello che dovrebbe essere il centro di permanenza e rimpatri della Sardegna, potrebbe essere investito da una disputa istituzionale dagli esiti imprevedibili. A leggere il Decreto Sicurezza e Immigrazione approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, infatti, sembrerebbe delinearsi un nuovo quadro organizzativo nella gestione del fenomeno migratorio e la struttura di prossima apertura nella città del Marghine potrebbe esserne interessata direttamente. All'abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e all'accesso alla rete Sprar riservato esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati, coincide infatti nel documento ministeriale un aumento dei tempi di permanenza nei centri per il rimpatrio, che addirittura raddoppiano passando da 3 a 6 mesi. Tempi di fermo in attesa di rimpatrio che si dilatano e, stringendo le maglie per l'accesso alla microaccoglienza diffusa attivata anche a Macomer, porte che si intravvedono in apertura e in allargamento: quelle dei Cas, ossia dei centri straordinari di accoglienza difficilmente controllabili, numericamente impattanti sui territori, invisi ai cittadini e scongiurati in molti casi dai Comuni solo con l'adesione alla rete dello Spra .
A storcere il naso dopo la lettura del Decreto è stato l'assessore regionale competente in materia Filippo Spanu, che ha fatto intendere che sono saltate le condizioni alla base dell'accordo con il ministero, ma anche il sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu, che senza troppi giri di parole ha chiarito che le modifiche apportate dal decreto non rispettano il patto sottoscritto e che fanno venir meno i requisiti di sicurezza, sia interna che esterna, e di rispetto della dignità della persona: «Abbiamo firmato un accordo e siamo stati leali – dice Succu – pretendiamo la stessa lealtà, perché l'impegno è bilaterale».
Qualcosa quindi sembra incrinarsi nei rapporti tra Ministero da una parte e Regione e Comune dall'altra e la strada per l'apertura del Cpr di Macomer diviene più impervia. I lavori ovviamente sono in corso e la struttura dovrebbe essere operativa per l'inizio del nuovo anno, ma le dichiarazioni di oggi non sono affatto distensive e sembrano piuttosto presagire un attrito per certi versi inatteso che fa emergere le prime rimostranze: «Gli impegni si rispettano – ribadisce il sindaco richiamando alle proprie responsabilità il Ministero degli Interni – non abbiamo ancora alcun segnale sulla riapertura della caserma della Guardia di Finanza e stiamo aspettando il decreto ministeriale per l'illuminazione dell'area attorno all'ex carcere».
A storcere il naso dopo la lettura del Decreto è stato l'assessore regionale competente in materia Filippo Spanu, che ha fatto intendere che sono saltate le condizioni alla base dell'accordo con il ministero, ma anche il sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu, che senza troppi giri di parole ha chiarito che le modifiche apportate dal decreto non rispettano il patto sottoscritto e che fanno venir meno i requisiti di sicurezza, sia interna che esterna, e di rispetto della dignità della persona: «Abbiamo firmato un accordo e siamo stati leali – dice Succu – pretendiamo la stessa lealtà, perché l'impegno è bilaterale».
Qualcosa quindi sembra incrinarsi nei rapporti tra Ministero da una parte e Regione e Comune dall'altra e la strada per l'apertura del Cpr di Macomer diviene più impervia. I lavori ovviamente sono in corso e la struttura dovrebbe essere operativa per l'inizio del nuovo anno, ma le dichiarazioni di oggi non sono affatto distensive e sembrano piuttosto presagire un attrito per certi versi inatteso che fa emergere le prime rimostranze: «Gli impegni si rispettano – ribadisce il sindaco richiamando alle proprie responsabilità il Ministero degli Interni – non abbiamo ancora alcun segnale sulla riapertura della caserma della Guardia di Finanza e stiamo aspettando il decreto ministeriale per l'illuminazione dell'area attorno all'ex carcere».
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