La Nuova Sardegna

Nuoro

Il polo tessile dall’Alas al fallimento

di Paolo Maurizio Sechi
Il polo tessile dall’Alas al fallimento

Donati al Rotary di Macomer preziosi documenti sulla fabbrica nata nel 1935 

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MACOMER. Domenico Falchi è stato per tanti anni funzionario prima della storica azienda macomerese Alas, Gruppo Lanario Sardo, poi direttore della finanziaria regionale Intex. Grazie ai suoi incarichi ha avuto modo di custodire tutta la documentazione, evitandone che finisse al macero, relativa alla fabbrica, uno dei primi insediamenti industriali nell’isola, dopo il fallimento nel 2010 dell’ultimo stabilimento tessile in città.

Domenico Falchi ha deciso di donare alla città la preziosissima documentazione costituita dai libri sociali con verbali di assemblee, di consiglio di amministrazione, collegio sindacale, libro soci, matricola e inventari oltre ad una ricchissima raccolta fotografica risalente al 1942.

L’atto di consegna a titolo di liberalità della raccolta originale è avvenuta nella biblioteca comunale dove ora si trova custodita in una teca donata dal Rotary club Macomer e quindi a disposizione dei cittadini.

Alla cerimonia era presente l’amministrazione comunale, alcune classi del Liceo Galilei e dell’Ipsia oltre alla presidente del Rotary, Stefania Ruiu e ad altri rappresentanti del sodalizio. Il funzionario durante la cerimonia ha raccontato la storia dell’Alas, dello “stabilimento”, come veniva chiamato allora, che è nato nel 1935 inizialmente come Scai con l'intento di commercializzare l’orbace, tessuto prodotto dalla lana e poi diventato una realtà importante per lo sviluppo di Macomer. Successivamente dopo il buon avvio dell’azienda nel 1939 fu costituita l’Alas per la valorizzazione autarchica della lana sarda anche se lo slancio definitivo all’iniziativa fu deciso dalla visita del duce Mussolini che diede disposizione perché tutta la lana sarda convergesse a Macomer per il lavaggio e la tessitura.

Il Consiglio di amministrazione, con sede a Roma, era costituito dal presidente Giovanni Treccani, fondatore della nota enciclopedia, e altri funzionari del regime tra cui Costantino Oggianu di Macomer. L’azienda produceva coperte per l’Esercito e per il mercato civile e nel 1950 fu acquisita da Lanerossi che nel 1956 la cedette alla Regione Sarda. Poi la crisi del settore nel 1971 con Texal, con sede a Tossilo che però si dimostrò subito perdente, fallendo, e le successive con la chiusura della Tirsotex, della Legler e infine del calzificio Queen che nel 2010 ha decretato la fine dell’industria tessile a Macomer.



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