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Nuoro

Mammografo fuori uso, 350 donne saltano l’esame

di Alessandra Porcu
Mammografo fuori uso, 350 donne saltano l’esame

Macomer, pazienti in rivolta al Poliambulatorio e costrette a rivolgersi altrove L’Assl: «Lo strumento è in fase di riparazione e le persone verranno richiamate»

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MACOMER. Il tubo radiogeno, cuore pulsante del mammografo, ha smesso di battere e così dallo scorso 29 giugno nel Poliambulatorio di Macomer circa 350 pazienti non si sono potute sottoporre all’esame al seno.

«Un fatto increscioso e inaccettabile – denuncia una donna che diverse settimane fa si è vista annullare l’appuntamento “a data da destinarsi”».

«È già capitato in passato che il macchinario fosse fuori uso», tuona un’altra delle tante persone che ogni giorno affollano la sala d’attesa del piccolo nosocomio. La rabbia, mista a rassegnazione, è un sentimento che oramai da tre mesi accomuna chi, non potendosi recare in altre strutture sanitarie, è costretto a convivere con simili disservizi. «Si parla tanto di prevenzione e poi viene negata la possibilità di fare un esame di importanza vitale come la mammografia», questo ripete a gran voce la gente che si sente tradita da un sistema non sempre in grado di soddisfare le richieste e le necessità dei cittadini.

Tra le persone che avrebbero dovuto effettuare l’esame, tante sono pazienti oncologiche e i disagi sono facilmente intuibili. Intanto dalla Assl di Nuoro assicurano di essere a conoscenza della situazione.

«Il mammografo è in fase di riparazione e al momento non possiamo dire quando sarà disponibile –, sottolinea il direttore di Area Grazia Cattina – Le pazienti le cui visite sono state disdette verranno richiamate una per una non appena si potrà effettuare l’esame».

Nel frattempo a decine, vista l’urgenza, si sono rivolte ad altre strutture pubbliche. Molte, invece, scoraggiate dalle liste d’attesa infinite, hanno dovuto prenotare in centri privati e quindi a pagamento. Una scelta obbligata anche per via delle attrezzature all’avanguardia utilizzate in pochissime realtà. Da qualche tempo il mammografo tradizionale è stato spodestato da quello 3D. Un macchinario digitale che permette di effettuare un esame più approfondito della mammella. La tomosintesi mostra un’immagine tridimensionale del seno e, grazie allo studio stratigrafico, il rischio di effettuare una diagnosi sbagliata si riduce del 40%. In Sardegna sono quattro gli ospedali che lo hanno in dotazione: il Binaghi di Cagliari, il Cto di Iglesias, il San Martino di Oristano e il Segni di Ozieri. Tra le tante domande che in molti si pongono c’è anche quella del perché nel Poliambulatorio di Macomer non si adoperi un mammografo di ultima generazione. A rispondere è ancora il direttore Grazia Cattina: «Non escludiamo che in futuro questo possa avvenire. Nel frattempo lavoriamo per garantire a tutti cure e assistenza adeguate. A breve ripartiranno gli screening. Ci stiamo, inoltre, attivando per abbattere i tempi d'attesa di visite ed esami che sono davvero troppo lunghi».

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