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Nuoro

Impianto di Tossilo, in una tesi di laurea un questionario verità

di Giulia Serra
Impianto di Tossilo, in una tesi di laurea un questionario verità

MACOMER. Un questionario destinato principalmente ai cittadini di Macomer, ma che si avvale anche della collaborazione dei comuni limitrofi, per inquadrare in modo più completo una tematica complessa...

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MACOMER. Un questionario destinato principalmente ai cittadini di Macomer, ma che si avvale anche della collaborazione dei comuni limitrofi, per inquadrare in modo più completo una tematica complessa che attiene alla sfera della valutazione, percezione e comunicazione del rischio ambientale e sanitario correlato alla presenza di un impianto di trattamento di rifiuti. È questa la missione intrapresa da Giulia Busonera, studentessa di Macomer impegnata nella scrittura di una tesi di laurea magistrale in Urbanistica e pianificazione. Per sostenere con dati reali la parte del lavoro dedicata alla percezione degli impatti dell’inceneritore di Tossilo, Giulia ha deciso di lanciare in rete un questionario che, rispettando l’anonimato di chi lo compila, dovrebbe far emergere ciò che la popolazione pensa realmente rispetto della presenza dell’impianto alla periferia della città.

«I risultati che emergeranno dalla consultazione saranno alla base di un progetto che interesserà tutto il territorio – ci spiega la studentessa – l’intenzione è quella di ripensare il ciclo gestionale dei rifiuti. Se l’opzione “zero waste” è pura utopia, molto si può fare invece per ridurre al minimo il lavoro dell’impianto, per esempio mandando a incenerimento solo il sovvallo. Tossilo potrebbe diventare un’area che copre l’intero ciclo dei rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento, aprendo così la strada ad una corretta gestione dei rifiuti, avvantaggiando anche altri e diversi settori». L’idea di fondo della tesi magistrale è quella di riutilizzare le strutture cadute in disuso nell’area di Tossilo trasformandole in piattaforme per la selezione e il riciclo dei materiali, dando corpo ad una economia circolare ed immaginando di farne la base di partenza per una rinascita della città di Macomer e del territorio circostante. Non solo, perché nel progetto rientra anche un piano di monitoraggio ambientale e sanitario continuo: «ho pensato ad un piano di prevenzione che si traduca nell’installazione di centraline mobili e laboratori di bio-monitoraggi continui, i cui dati raccolti possono essere accessibili a tutti i cittadini attraverso una semplice App. Ho previsto anche la possibilità di procedere ad una bonifica dell’area attraverso fitodepurazione, fitorimedio e aerofiltrazione, in modo tale da porre in essere un risanamento che, oltre ovviamente la dimensione ambientale, impatti anche sulla qualità estetica e paesaggistica, superando l’attuale situazione di degrado».

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