Usi civici, risorsa per l’interno
di Alessandro Mele
Il Centro studi Sardegna ha fatto il punto sul futuro delle terre pubbliche dopo la legge del 2017
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. «Le opportunità per le aree interne offerte dalla nuova legge 168 del 2017 sui domini collettivi» è il titolo dell’incontro organizzato dal Centro Studi della Sardegna sulle terre civiche in collaborazione con gli atenei di Sassari e Nuoro, per discutere di valorizzazione ed opportunità offerte dalla nuova regolamentazione sugli usi civici. «Abbiamo voluto organizzare a Nuoro questo quarto seminario –dice Francesco Nuvoli, tra gli organizzatori dell’iniziativa – con l'intento di tutelare il vasto patrimonio di terre civiche di questo territorio affinché possano avere un futuro inteso come conservazione in ambito agro pastorale sfruttando le potenzialità che queste aree hanno. Non è da trascurare che la maggior parte delle aree ad uso civico dell’isola facciano parte delle zone interne nonostante queste siano affette dal fenomeno dello spopolamento». È un dibattito diffuso e ancora attuale: «constatiamo – dice ancora Nuvoli – che il confronto avviene soprattutto tra chi, in termini di fruizione, utilizza le terre civiche: si tratta di persone che cercano di resistere pur di stare nel territorio che può essere valorizzato attraverso questa nuova legge. Una che fa una inversione di tendenza rispetto alla precedente dato che riconosce l’importanza delle aree civiche ponendole sotto l’attenzione delle amministrazioni comunali e non solo. La permanenza di soggetti sul territorio – conclude il professor Nuvoli – consente di conservare quelle forme di coesione sociale che non sono solo alla base della società civile ma anche in cima tra i principali obiettivi».
Numerosi gli intervenuti durante la giornata di lavori, tra questi gli assessori regionali Pierluigi Caria e Cristiano Erriu e Maria Cristina Ornano, giudice del tribunale di Cagliari e commissario per gli usi civici della Sardegna, che ha parlato di protezione ambientale nei domini collettivi. A partecipare e presiedere i lavori in serata è stato un ospite d’eccezione: il presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Grossi, mentre in mattinata è arrivato l’intervento dell’ex ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, che ha parlato di metodi per il nuovo sviluppo delle aree interne: «Un territorio come quello sardo ha il dono della diversità – ha detto l’ex ministro ed economista – e questo è sicuramente un potenziale economico da mettere sul mercato. Ecco perché centinaia di giovani dopo l’università stanno tornando nelle aree interne riprendendo a fare economia nelle loro zone. L’Italia delle zone interne è piena di nuove idee tanto da attrarre anche gli stranieri e questo è segno di vitalità: per questo motivo i sindaci hanno il dovere di mettersi in rete tra loro per investire sul territorio. Siamo in piena corsa nello sviluppo delle aree interne, lo Stato centrale e le regioni si adattino alle esigenze di queste aree». Tanti gli studenti universitari che hanno preso parte all’iniziativa che aveva anche l’obiettivo di sollecitare il mondo accademico per far conoscere il significato e le caratteristiche del territorio di appartenenza.
Numerosi gli intervenuti durante la giornata di lavori, tra questi gli assessori regionali Pierluigi Caria e Cristiano Erriu e Maria Cristina Ornano, giudice del tribunale di Cagliari e commissario per gli usi civici della Sardegna, che ha parlato di protezione ambientale nei domini collettivi. A partecipare e presiedere i lavori in serata è stato un ospite d’eccezione: il presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Grossi, mentre in mattinata è arrivato l’intervento dell’ex ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, che ha parlato di metodi per il nuovo sviluppo delle aree interne: «Un territorio come quello sardo ha il dono della diversità – ha detto l’ex ministro ed economista – e questo è sicuramente un potenziale economico da mettere sul mercato. Ecco perché centinaia di giovani dopo l’università stanno tornando nelle aree interne riprendendo a fare economia nelle loro zone. L’Italia delle zone interne è piena di nuove idee tanto da attrarre anche gli stranieri e questo è segno di vitalità: per questo motivo i sindaci hanno il dovere di mettersi in rete tra loro per investire sul territorio. Siamo in piena corsa nello sviluppo delle aree interne, lo Stato centrale e le regioni si adattino alle esigenze di queste aree». Tanti gli studenti universitari che hanno preso parte all’iniziativa che aveva anche l’obiettivo di sollecitare il mondo accademico per far conoscere il significato e le caratteristiche del territorio di appartenenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google