La Nuova Sardegna

Nuoro

Febbre del Nilo, cornacchia positiva

di Paolo Maurizio Sechi
Febbre del Nilo, cornacchia positiva

Macomer, arrivati i risultati delle analisi dell’Istituto zooprofilatico di Teramo

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MACOMER. La cornacchia grigia trovata morta a metà settembre nel piazzale interno del poliambulatorio in località Nuraghe Ruiu è risultata positiva al virus West Nile Disease, comunemente conosciuta come Febbre del Nilo. La certezza dell’infezione del virus sul volatile è arrivata dopo l’esito delle analisi effettuate dall’Istituto zooprofilattico di Teramo. Da tempo in città e in altri centri del territorio sono state adottate misure di prevenzione e controllo con delle ordinanze per far fronte alla presenza invasiva delle zanzare, vettori del virus, che interessano privati cittadini, le attività artigianali, industriali e agricole e persino i cimiteri dove viene chiesta la sostituzione dell’acqua dai contenitori dei fiori con frequenza settimanale per evitare la formazione e la proliferazione di focolai larvali. Non esiste comunque nessun allarme in quanto i tre casi di contagio all’uomo che si sono verificati in Sardegna sono ristretti al solo territorio dell’oristanese anche se viene chiesto sempre di rispettare l’ordinanza sino al 31 dicembre. Intanto nei giorni scorsi si è tenuto una riunione operativa a cui hanno partecipato il sindaco Antonio Succu, l’assessore all’ambiente Andrea Rubattu che hanno incontrato la direttrice dell’Area socio sanitaria di Nuoro, Grazia Cattina, il responsabile dei servizi di prevenzione Assl Giuseppe Fadda, il responsabile del servizio veterinario sempre della Assl di Nuoro Giovanni Mario Zidda e Luigi Secci responsabile dell’ufficio ambiente del Comune di Macomer. Durante l’incontro è stato deciso di predisporre un monitoraggio costante e un piano di disinfestazione per evitare la formazione e la proliferazione di focolai larvali a Macomer e in tutto il territorio.

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