mozione di sfiducia anche per il presidente beccu
Dalla Lega e il Psd’Az al Partito democratico fronte unico contro l’esecutivo
NUORO. I gruppi di minoranza hanno presentato ieri una mozione di sfiducia contro il presidente del consiglio, Fabrizio Beccu. In calce la firma dei 12 consiglieri che si oppongono alla giunta Soddu....
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NUORO. I gruppi di minoranza hanno presentato ieri una mozione di sfiducia contro il presidente del consiglio, Fabrizio Beccu. In calce la firma dei 12 consiglieri che si oppongono alla giunta Soddu. La “colpa” di Beccu i consiglieri la raccontano durante una conferenza stampa, alla fine del consiglio: «Non garantisce i diritti delle minoranze. Lo conferma il mancato rispetto dei termini di invio degli atti delle sedute. Sul rendiconto manca il parere dei revisori», dice Pier Luigi Saiu (Uniti per Nuoro). La capogruppo del Psd’Az, Claudia Camarda, aggiunge: «Il parere potrebbe anche portare ad aggiustamenti del bilancio, prima del voto del 29 ottobre». Il collega di partito Graziano Siotto dice che «Beccu «ha occupato militarmente la carica e dà garanzie solo alla coalizione di maggioranza». La mozione dovrà essere portata in consiglio entro dieci giorni. Il voto dovrà essere segreto. Tra le accuse a Beccu quella di «non garantire la convocazione delle commissioni». L’esponente del Psd’Az Viviana Brau va all’attacco della capogruppo di Italia in Comune, Giovanna Zedde: «Ci ha accusato di aver bloccato il consiglio col mancato voto favorevole sulla surroga di Roych, quando lei non convoca da un anno la commissione Affari generali».
Sulla sostituzione dell’assessore Eleonora Angheleddu con la prima dei non eletti Marilena Rojch, ancora Peppe Montesu (Nuova Nuoro): «Il nostro voto è stato contrario perché non siamo stati messi in condizione di fare diversamente. Della nuova consigliera non conoscevamo né il nome, né avevamo elementi per escludere che ci potesse essere qualsiasi causa di incompatibilità». Mara Sanna (Cinque Stelle): «Avevamo votato a favore sulla surroga di consiglieri di maggioranza, non vedo perché non avremmo dovuto farlo per Rojch». I toni si abbassano e sfumano gli eccessi verbali dello scontro dei giorni precedenti, tra chi evocava i modi poco ortodossi della Barbagia nel regolare i conti e chi rispondeva parlando di “sequestro istituzionale” verso Roych. Per Basilio Brodu molto ha potuto la «schizofrenia procedimentale della maggioranza, che prima ha adottato la surroga e poi ha cambiato strada». La questione non ha fatto passare in secondo piano il rendiconto: «Valuteremo soprattutto in riferimento al parere dei revisori», sono state le parole di Leonardo Moro. Poi l’invito alle dimissioni a Soddu. Perchè, ha detto Tore Sulas, «credo sia la prima volta che un sindaco viene sfiduciato da quattro suoi assessori». (f.p.)
Sulla sostituzione dell’assessore Eleonora Angheleddu con la prima dei non eletti Marilena Rojch, ancora Peppe Montesu (Nuova Nuoro): «Il nostro voto è stato contrario perché non siamo stati messi in condizione di fare diversamente. Della nuova consigliera non conoscevamo né il nome, né avevamo elementi per escludere che ci potesse essere qualsiasi causa di incompatibilità». Mara Sanna (Cinque Stelle): «Avevamo votato a favore sulla surroga di consiglieri di maggioranza, non vedo perché non avremmo dovuto farlo per Rojch». I toni si abbassano e sfumano gli eccessi verbali dello scontro dei giorni precedenti, tra chi evocava i modi poco ortodossi della Barbagia nel regolare i conti e chi rispondeva parlando di “sequestro istituzionale” verso Roych. Per Basilio Brodu molto ha potuto la «schizofrenia procedimentale della maggioranza, che prima ha adottato la surroga e poi ha cambiato strada». La questione non ha fatto passare in secondo piano il rendiconto: «Valuteremo soprattutto in riferimento al parere dei revisori», sono state le parole di Leonardo Moro. Poi l’invito alle dimissioni a Soddu. Perchè, ha detto Tore Sulas, «credo sia la prima volta che un sindaco viene sfiduciato da quattro suoi assessori». (f.p.)
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