Il sindaco di Ottana: «Il nostro comune non è tutto inquinato»
di Federico Sedda
OTTANA. «Parlare in modo generalizzato di inquinamento del territorio di Ottana non solo è allarmistico e fuorviante, ma rischia di creare più danni al nostro territorio e alla nostra comunità di...
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OTTANA. «Parlare in modo generalizzato di inquinamento del territorio di Ottana non solo è allarmistico e fuorviante, ma rischia di creare più danni al nostro territorio e alla nostra comunità di quanti ne possa creare l’inquinamento stesso». Il sindaco, Franco Saba, si scaglia con forza contro chi, parlando di inquinamento dell'area industriale, rischia di fare passare l’idea di un inquinamento generalizzato a tutto campo, allontanando così qualsiasi nuova prospettiva di sviluppo in settori importanti quali l’agroalimentare e l’allevamento. Il primo cittadino respinge, in particolare, l’accusa che le istituzioni locali si siano resi conto solo oggi dell’esistenza di contaminazioni del terreno. «La politica locale e, in primo luogo, il sottoscritto – precisa Franco Saba – conoscono da tempo la situazione ambientale. Ho firmato ordinanze contro Montefibre, resistendo anche davanti al Tar, per imporle di sanare i danni all’ambiente. Conosco il problema dell’inquinamento e delle bonifiche molto prima di chi oggi viene a darci lezioni ambientali speculando sulla disastrosa situazione socio economica che investe il nostro territorio e sullo stato di abbandono dell’area».
Pur senza mai nominarlo, il riferimento sembra rivolto al parlamentare sardo del Movimento 5Stelle, Alberto Manca, che, in un recente intervento, si è detto «perplesso e stupito che la politica locale abbia appreso solo oggi dell’esistenza di contaminazioni nell’area industriale Ottana-Bolotana».
Il sindaco non ci sta e passa al contrattacco. «Non vogliamo occultare nulla – sottolinea – né tanto meno minimizzare o scagionare chi ha inquinato, ma devo dire con forza che non tutto il territorio di Ottana è inquinato e pieno di veleni o di scarichi abusivi sul Tirso. Questo quadro allarmistico – si sfoga il primo cittadino – danneggia il nostro sforzo di creare alternative economiche e di ripresa». Non solo. «Che l’inquinamento sia circoscritto ad alcune aree all’interno del recinto ex Enichem – osserva il sindaco – non lo dico io, ma lo dicono i dati dei piani di caratterizzazione delle operazioni di bonifica che devono essere fatte. Che il territorio non sia del tutto inquinato lo dimostrano soprattutto alcune realtà produttive post industriali presenti a Ottana, quali le attività di elicicoltura che producono la bava di lumaca a fini cosmetici migliore d’Italia; l’olio biologico del nuovo frantoio che ha già vinto premi nazionali; le aziende avicole che forniscono uova in tutta la Sardegna; gli apicoltori presenti nel territorio; le coltivazioni di canapa medicinale e i nostri allevamenti ovini che quasi ogni hanno vengono premiati alle fiere del bestiame. Il territorio individuato – conclude Franco Saba – ha bisogno di bonifiche. Dobbiamo, però, essere seri nelle affermazioni senza creare allarmismi e speculazioni. Lo dobbiamo soprattutto a chi, con il massimo sforzo, sta cercando di uscire dalla crisi». E di cercare la strada di un nuovo futuro.
Pur senza mai nominarlo, il riferimento sembra rivolto al parlamentare sardo del Movimento 5Stelle, Alberto Manca, che, in un recente intervento, si è detto «perplesso e stupito che la politica locale abbia appreso solo oggi dell’esistenza di contaminazioni nell’area industriale Ottana-Bolotana».
Il sindaco non ci sta e passa al contrattacco. «Non vogliamo occultare nulla – sottolinea – né tanto meno minimizzare o scagionare chi ha inquinato, ma devo dire con forza che non tutto il territorio di Ottana è inquinato e pieno di veleni o di scarichi abusivi sul Tirso. Questo quadro allarmistico – si sfoga il primo cittadino – danneggia il nostro sforzo di creare alternative economiche e di ripresa». Non solo. «Che l’inquinamento sia circoscritto ad alcune aree all’interno del recinto ex Enichem – osserva il sindaco – non lo dico io, ma lo dicono i dati dei piani di caratterizzazione delle operazioni di bonifica che devono essere fatte. Che il territorio non sia del tutto inquinato lo dimostrano soprattutto alcune realtà produttive post industriali presenti a Ottana, quali le attività di elicicoltura che producono la bava di lumaca a fini cosmetici migliore d’Italia; l’olio biologico del nuovo frantoio che ha già vinto premi nazionali; le aziende avicole che forniscono uova in tutta la Sardegna; gli apicoltori presenti nel territorio; le coltivazioni di canapa medicinale e i nostri allevamenti ovini che quasi ogni hanno vengono premiati alle fiere del bestiame. Il territorio individuato – conclude Franco Saba – ha bisogno di bonifiche. Dobbiamo, però, essere seri nelle affermazioni senza creare allarmismi e speculazioni. Lo dobbiamo soprattutto a chi, con il massimo sforzo, sta cercando di uscire dalla crisi». E di cercare la strada di un nuovo futuro.
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