La Nuova Sardegna

Nuoro

Rapina al Brico, in appello arrivano due assoluzioni

di Luca Urgu
Rapina al Brico, in appello arrivano due assoluzioni

I giudici di secondo grado hanno riformato in parte la sentenza del gup  Pena confermata invece per l’ex dipendente del negozio, Marco Zaccheroni

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NUORO. La corte d’appello di Sassari ha riformato parzialmente quello che aveva deciso il giudice nuores tre anni fa. Gonario Morittu, 25 anni di Orani e Francesco Carta 38 anni di Orotelli condannati in primo grado per aver rapinato il “Brico io” (Carta 5 anni e 4 mesi e Morittu 3 anni e 4 mesi) sono stati assolti con la formula “per non aver commesso il fatto”. Pena invece confermata per il nuorese Marco Zaccheroni, 35 anni. Gli avvocati Pasquale Ramazzotti e Giuseppe Talanas che difendevano Carta e Morittu sono riusciti a dimostrare alla corte (presidente Mariano Brianda, a latere Capitta e Delogu) che una delle prove principali sollevate dall’accusa, ovvero le intercettazioni tra i due in auto, poteva essere smontata affermando che nulla questi dialoghi avevano a che fare con la tesi colpevolista. Così è stato infatti per Carta e Morittu ma non per Zaccheroni. I tre erano stati condannati dal gup di Nuoro Manuela Anzani il 24 aprile del 2015 per il colpo nel discount di via della Resistenza che aveva fruttato 15 mila euro. Morittu, Carta e Zaccheroni erano stati processati con il rito abbreviato e in tre avevano incassato quasi 13 anni di carcere. Pronto però l'appello dei difensori che confidavano sulla bontà del loro lavoro. Il colpo al “Brico io” era scattato nell’orario di chiusura del negozio il 15 giugno 2013, quando i dipendenti avevano già abbassato le serrande dell’attività di via Resistenza. All’improvviso due banditi armati di pistola e col volto coperto da passamontagna, erano sbucati da dietro gli scaffali e avevano minacciato i quattro dipendenti presenti, facendosi consegnare i soldi della cassaforti. Per quella rapina nei mesi successivi erano finiti in manette proprio Gonario Morittu, Francesco Carta, considerati dagli inquirenti i responsabili dell’assalto, e Marco Zaccheroni, 32 anni di Nuoro, dipendente dell’esercizio commerciale. Secondo l’accusa era lui il basista del blitz armato che aveva favorito l’ingresso dei presunti complici proprio perché conosceva perfettamente le dinamiche, orari e dove veniva conservato il denaro. A incastrare il dipendente infedele, sarebbero stati diversi elementi e le contraddizioni nel suo racconto, reso subito dopo la rapina. Una versione che aveva insospettito gli investigatori. A cominciare dalla sua auto, utilizzata dai malviventi per fuggire, ritrovata perfettamente intatta nelle campagne di Nuoro. Sulla ricostruzione della polizia e sulle contraddizioni testimoniali di Zaccheroni si è inserita l'attività dei carabinieri di Ottana, che tenevano sotto controllo da tempo Morittu e Carta, attività basata anche su intercettazioni che avrebbe documentato un sopralluogo dei due per la rapina alla gioielleria Fadda e l'incontro con Zaccheroni per pianificare il colpo al Brico.

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